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Bimbe uccise: esperto, forse depressione delirante

09 marzo, 19:03
La foto di Simona, Casey e Sindey Dobrusci postata sul profilo Facebook di Milena Gabanelle. Le tre sorelline sono state uccise all'alba dalla madre Edlira Dobrusci,albanese di 37 anni arrestata dai carabinieri di Lecco La foto di Simona, Casey e Sindey Dobrusci postata sul profilo Facebook di Milena Gabanelle. Le tre sorelline sono state uccise all'alba dalla madre Edlira Dobrusci,albanese di 37 anni arrestata dai carabinieri di Lecco
Bimbe uccise: esperto, forse depressione delirante

"Casi come quello della donna di Lecco sono molto spesso dovuti a depressioni gravissime con stato delirante che sfociano in episodi di omicidio-suicidio, dato che il malato è convinto di non avere via di scampo e non vuole lasciare soli i suoi cari a soffrire". E' quanto spiega all'ANSA lo psichiatra Roberto Brugnoli, ricercatore dell'Università dell'Università la Sapienza di Roma. "Se questo sia effettivamente il caso della madre di Lecco - aggiunge - è difficile dirlo senza avere un contatto diretto, ma ad un primo esame degli elementi disponibili sembrerebbe che la donna abbia agito secondo questa casistica, arrestandosi prima di arrivare a uccidersi perché non ci è riuscita. In effetti, il fatto che sia poi andata dal vicino a dirle della morte delle figlie, sanguinante, sembrerebbe anche una richiesta di aiuto, ma è da vedere". "Chi soffre di questo tipo di depressioni deliranti - aggiunge Brugnoli - perde il contatto con la realtà. Poi arriva una causa scatenante che può portare alle conseguenze estreme, il suicidio ma anche, e prima, l'omicidio di persone care che non si vogliono lasciare a patire quello che il malato è convinto che sarà un futuro inevitabile di dolore e sofferenza. E', nella sua visione distorta, quasi un atto di amore. Di lì anche il fatto di ricomporre i cadaveri con attenzione quasi amorevole, come può succedere in alcune situazioni". Per quanto riguarda la possibilità di individuare o prevenire per tempo tragedie di questo genere: "non è facile - spiega -. Forse se si fosse in contatto con un addetto ai lavori. In questi casi si sente spesso dire da vicini e parenti che il soggetto era una persona normale e che niente lasciava prevedere il gesto di follia, il raptus. In realtà i segnali ci sono ma sono difficili da interpretare, soprattutto se non si è in contatto con un esperto, perché possono essere confusi con altri stati di affaticamento o crisi dovuti per esempio alle difficoltà economiche o della vita di coppia. Forse per la donna di Lecco potrebbe avere avuto un ruolo decisivo anche la separazione col marito, di cui si è appreso, ma va verificato".

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