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M5S alla Camera: 'Fuori i mercanti dal tempio'

Protesta dei parlamentari con scritte sugli scranni

21 dicembre, 14:45
L.Stabilit: M5S, lobbisti squali, legge marchetta L.Stabilit: M5S, lobbisti squali, legge marchetta
M5S alla Camera: 'Fuori i mercanti dal tempio'

FOTO di ALESSANDRO DI MEO

Protesta dei parlamentari del M5S che hanno composto la scritta: "fuori i mercanti dal tempio" in aula della Camera

"A decidere in Parlamento non sono i ministri, non sono i sottosegretari o i deputati, sono i lobbisti, gli affaristi, come De Benedetti". E' la denuncia di Girgis Sorial del Movimento 5 Stelle nel corso del dibattito in Aula sul ddl bilancio per il quale i 5 Stelle esprimeranno voto contrario. "Questo governo - ha aggiunto - è fallimentare e fallito perché permette agli squali di mettere mano ai conti dello Stato". Sorial ha quindi ricordato il nome del relatore Maino Marchi, non casuale, a suo giudizio, "per una legge che deve essere chiamata marchetta" e ha fatto il nome dell'ex funzionario della Camera Luigi Tivelli come lobbista.

 "Quando non si e' abituati alla democrazia, c'e' bisogno di un po' di tempo per imparare le regole. Questa e' l'Italia che noi non vogliamo, che noi fermeremo". Cosi' Roberto Speranza, capogruppo del Pd alla Camera, durante il dibattito sulla legge di Bilancio, rispondendo in Aula al 5Stelle Giorgis Sorial, secondo il quale lo stesso Speranza, invitato a parlare subito dopo di lui, avrebbe detto "delle fregnacce". Il capogruppo del Pd ha invocato "le persone miti e perbene" a combattere il "partito dello sfascio", che vede insieme Berlusconi e Grillo "per affossare l'Italia".

Richiamo del presidente della Camera, Laura Boldrini, al Movimento 5 Stelle per il linguaggio poco consono all'Aula di Montecitorio utilizzato dal deputato Giorgio Sorial nel corso delle dichiarazioni di voto sul ddl bilancio. Denunciando il potere delle lobby in Parlamento, Sorial aveva usato termini troppo 'slang', riferendosi agli altri deputati con definizioni come "fantoccio" e "porcellini del Porcellum". Da qui l'invito ripetuto della Boldrini ad utilizzare "toni corretti" e un linguaggio "appropriato".

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