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Martedi' tavolo regole per Pdl, esclusi protestano

Da Alfano alla Meloni a Montezemolo, ecco i possibili protagonisti

26 ottobre, 16:19
Angelino Alfano, segretario del Pdl, in pole position per la successione a Berlusconi Angelino Alfano, segretario del Pdl, in pole position per la successione a Berlusconi
Martedi' tavolo regole per Pdl, esclusi protestano

di Teodoro Fulgione

Pronti, via. La corsa alle primarie del Pdl è partita. Si aspetta soltanto l'esito delle regionali in Sicilia (che alla fine potrebbe scompaginare i piani del partito), ma già martedì in via dell'Umiltà si terrà la prima riunione del 'tavolo delle regole' per il via ufficiale alla gara per la successione di Berlusconi. E già si leva qualche malumore tra gli esclusi dalla riunione. Al momento nulla è certo, se non la data del 16 dicembre e la non-candidatura del Cavaliere. Tra le novità potrebbe esserci il voto online ma se ne discuterà martedì. Intanto, si infoltisce la lista dei 'papabili': a Giancarlo Galan e Daniela Santanché si aggiungono Roberto Formigoni e Alessandra Mussolini che però ci stanno "ancora pensando". Fa un passo indietro, invece, Gianni Alemanno; anche se non è detto che sia quello definitivo. Voci di partito, poi, danno in ascesa le candidature di Giorgia Meloni e quella di un 'formattatore' in rappresentanza del mondo giovanile. Ma fino a martedì, con alte probabilità, lo scenario cambiarà molte volte e la schiera degli 'eredi' di Berlusconi di rinfoltirà. Angelino Alfano ha inviato un fax di convocazione ai partecipanti della riunione di martedì. E già qualcuno storce il naso perché non è stato invitato. Il segretario, comunque, non ci sarà anche perché, se dovesse essere, come appare scontato, candidato alle primarie, sembrerebbe quantomeno inopportuno che partecipi a definire le regole della competizione. Al 'tavolo' mancheranno i 'formattatori', il movimento che riunisce molti giovani del partito e che da tempo ha chiesto le primarie nel Pdl. In realtà, nessuno tra gli invitati sa precisamente quali siano gli altri partecipanti: certamente ci saranno i capigruppo di Camera e Senato, i coordinatori nazionali, molti dei membri dell'ufficio di presidenza e, viene spiegato da fonti interne, i 'capi-corrente'. Le regole appaiono determinanti per selezionare i candidati. Uno scontro potrebbe avvenire sul numero di firme necessarie per la presentazione di una candidatura e sulla modalità di raccolta. Ad esempio, potrebbe essere imposto un "obbligo di rappresentatività territoriale", ovvero che le firme siano raccolte in tutte le regioni e non soltanto in una. Questa discriminante favorirebbe chi ha strutture già radicate sul territorio a discapito, invece, dei 'ras' locali. Nel partito, comunque, già si fanno i conti su quanto potrebbe costare la campagna per le primarie. Una cifra tra 1,5 e 2 milioni di euro viene indicata "sufficiente" per permettere ad un candidato ed al suo staff di girare tutta l'Italia da qui fino al 16 dicembre: spese che tengono conto dell'allestimento dei gazebo, di eventi collaterali, pubblicità, spot e trasporti. Cifra che potrebbe calare fino ad un milione con l'apporto di volontari. Si tratta di numeri che tagliano comunque le gambe a molti. La macchina organizzativa del partito è già al lavoro. Antonio Palmieri, responsabile dei new media del Pdl, martedì presenterà il suo progetto di piattaforma di voto online. "Vogliamo permettere alla gente di votare anche da casa", spiega. Ed esclude dubbi sulla legittimità dei voti: "Abbiamo una sicurezza superiore a quella dei gazebo - aggiunge - E comunque il nostro sistema è di 'voto online' e non solo di registrazione online: il Pd prenda lezioni da noi".

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