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I dirigenti Ansaldo colpiti dalle Br

ROMA - Negli anni di piombo, l'Ansaldo di Genova fu uno degli obiettivi della colonna genovese delle Brigate Rosse. In particolare, quattro dirigenti dell'azienda furono colpiti dai terroristi.

VINCENZO CASABONA - Capo del personale dell'Ansaldo Meccanica, Casabona il 23 ottobre 1975 sta rientrando a casa col figlio quando un commando composto da quattro uomini lo prendono e lo trascinano via su un furgone sotto gli occhi dei passanti. Intorno a mezzanotte, viene rilasciato legato ad un albero presso l'immondezzaio di Recco. L'azione viene rivendicata dalle Brigate Rosse con una telefonata al Secolo XIX.

SERGIO PRANDI - Il 10 luglio 1977 agguato sotto casa a Sergio Prandi, vicecaporeparto Ansaldo Nucleare, che viene colpito alle gambe da proiettili sparati da un commando. L'attentato viene rivendicato dalle Br.

CARLO CASTELLANO - Il 17 novembre 1977, Castellano, direttore pianificazione dell'Ansaldo, sta rientrando a casa dal lavoro. Nei pressi della sua abitazione lo affrontano tre giovani che gli sparano otto colpi in rapida successione. La vittima è colpita alle gambe e all'addome. Pochi minuti dopo l'attentato, la colonna genovese delle Br lo rivendica con una telefonata al Secolo XIX.

GIUSEPPE BONZANI - Direttore dello stabilimento G.T. Ansaldo, Bonzani viene ferito il 30 aprile 1979 nei pressi della sua abitazione dai colpi di pistola sparati da due giovani a bordo di uno scooter. Anche questa azione viene rivendicata dalle Br.

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