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Dalle Br al G8, striscia di sangue su Genova

ROMA - Genova laboratorio della lotta armata in Italia. Se le indagini confermeranno la matrice terroristica dell'attentato al dirigente dell'Ansaldo Roberto Adinolfi, e' una storia che si ripete. Una storia che vede nascere proprio nel capoluogo ligure la prima formazione di sinistra armata del Paese, la Banda XXII Ottobre, da cui prendera' poi le mosse la spietata colonna cittadina delle Brigate Rosse, autrice di nove omicidi e 16 ferimenti tra il 1975 ed il 1980. Tra le vittime, il procuratore Francesco Coco, il primo omicidio politico pianificato dalle Br. Colpiti anche dirigenti delle due principali aziende, Italsider ed Ansaldo. Venti anni dopo, nel luglio 2001, Genova brucia ancora: nel corso dei violenti scontri di piazza per il G8 viene ucciso il manifestante ventenne Carlo Giuliani.

IL GRUPPO XXII OTTOBRE - Citta' segnata agli inizi degli anni '70 da una forte crisi del porto e delle industrie, Genova e' attraversata in quel periodo da forti tensioni nelle fabbriche e fermenti della sinistra extraparlamentare. In principio fu dunque il Gruppo XXII Ottobre, formazione di ispirazione marxista-leninista operativa tra il 1969 ed il 1971, guidata da Mario Rossi. Tra le sue azioni, il sequestro - con riscatto ottenuto di 200 milioni di lire - di Sergio Gadolla, figlio di un noto imprenditore cittadino (5 ottobre 1970). Il 26 marzo 1971 l'assalto che segnera' la fine del Gruppo: la rapina per autofinanziamento all'Istituto autonomo case popolari, durante la quale fu ucciso il commesso Alessandro Floris. Le indagini successive portano all'arresto di diversi militanti della banda. In seguito, con l'avvento delle Br, si tornera' a parlare di XXII Ottobre.

LE BR - Mario Sossi e' infatti il pm nel processo contro il gruppo, che si conclude con la condanna all'ergastolo per Rossi ed oltre 180 anni di carcere agli altri sette imputati. Il 18 aprile 1974 Sossi viene rapito dalle Br che chiedono la liberazione dei detenuti del XXII Ottobre. Il procuratore generale di Genova, Francesco Coco si oppone. Sossi viene comunque rilasciato il 23 maggio, ma la sorte di Coco e' segnata. Nel 1975 nasce la colonna genovese vera e propria delle Br, guidata da Rocco Micaletto, Fulvia Miglietta, Riccardo Dura e Livio Baistrocchi. L'8 giugno del 1976 il procuratore viene ucciso a colpi di pistola mentre sta tornando a casa. Il giorno dopo le Br rivendicano il loro primo omicidio volontario ed e' anche la prima volta che la vittima e' un magistrato. Il 24 gennaio 1979 altro assassinio simbolo dei br genovesi: Guido Rossa, delegato sindacale dell'Italsider, 'colpevole' di aver testimoniato al processo contro un altro operaio, militante Br, Francesco Berardi, sorpreso a distribuire in fabbrica volantini con la stella a cinque punte. La strage di via Fracchia, il 28 marzo 1980, mette fine alla sanguinaria colonna: i carabinieri, su indicazione del pentito Patrizio Peci, fanno irruzione nel covo brigatista ed uccidono 4 militanti, tra cui il capo Riccardo Dura.

IL G8 DI GENOVA - Un salto di venti anni e si arriva al luglio del 2001. Genova - sempre ricca di fermenti antagonisti - e' sede del G8. I no global manifestano in massa contro i Grandi della Terra e trovano terreno fertile nella citta'. Tra di loro centinaia di black bloc che mettono a ferro e fuoco la citta'. Durissimi gli scontri con le forze dell'ordine, nel corso dei quali rimane ucciso Carlo Giuliani. Passano 11 anni ed un dirigente Ansaldo viene gambizzato sotto casa. Un flashback dagli anni '70, uno spettro che ritorna a fare paura sotto la Lanterna.

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