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FOTO: Barack e Michelle Obama a Londra

A Buckingham Palace, incontri con la Regina e Carlo, ma anche William e Kate

24 maggio, 16:58
Con il suono dell'inno nazionale americano, 41 salve di cannone da Green Park e parata di cornamuse e' cominciata la visita di stato di Barack Obama nel Regno Unito. Con il suono dell'inno nazionale americano, 41 salve di cannone da Green Park e parata di cornamuse e' cominciata la visita di stato di Barack Obama nel Regno Unito.
FOTO: Barack e Michelle Obama a Londra

Un nonno bianco che ha visto gli eroismi della Gran Bretagna durante la Seconda Guerra Mondiale. Un nonno nero che imprigionato e torturato dall'Inghilterra coloniale.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama arriva nel Regno Unito per la sua prima visita di stato con una doppia legacy: "Occhiali bifocali che mettono a fuoco un paese", scrive il Times che accoglie un editoriale congiunto del presidente e del premier David Cameron sulla "speciale relazione" transatlantica che, nelle loro parole, diventa "essenziale non solo per noi, ma per tutto il mondo".

Il presidente è cresciuto con nonno Stanley Dunham, "Gramps", ex gioviale sergente dell'esercito Usa sbarcato a Omaha Beach sei settimane dopo il D-Day. Dunham parlava spesso al nipotino degli "eroismi della Seconda Guerra Mondiale" e della Londra che il giovane militare del Kansas aveva conosciuto in licenza. 'Gramps' Dunham ha passato al nipote l'immagine della Gran Bretagna guerriera all'apice dell'alleanza transatlantica, Churchill e Fdr; l'altro nonno gli ha trasmesso quella della potenza spietata che reprimeva le rivolte indigene.

Hussein Onyango Obama fu torturato dalle autorità britanniche in Kenya negli anni che hanno portato alla rivolta dei Mau Mau.

Cuoco per un ufficiale dell'esercito di Sua Maestà fu arrestato nel 1949 e imprigionato per due anni in un carcere di massima sicurezza.

Le torture subite - gli spremevano i testicoli con barre metalliche, gli pungevano le unghie e le natiche con chiodi, nelle parole della sua terza moglie - lasciarono il vecchio Hussein profondamente anti-britannico.

L'autobiografia di Obama 'Sogni di mio padre' contiene sprazzi di rabbia contro il colonialismo britannico e i maltrattamenti che avevano reso Onyango un invalido. Anche per questo il presidente americano non ha la istintiva affinità per la Gran Bretagna di altri presidenti del dopoguerra: George W. Bush ha ereditato l'anglofilia dal padre, un altro veterano della Seconda Guerra Mondiale, Bill Clinton dagli anni passati a Oxford come Rhodes Scholar.

Ma è forse per questo, per la doppia prospettiva con cui Obama arriva in Gran Bretagna, che il presidente ha dela relazione tra America e Regno Unito una visione diversa dai suoi predecessori: più realistica, matura e a tutto tondo. Basata sul pragmatismo e su interessi condivisi.