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FOTO Le lacrime del Capo dello Stato

ROMA - Giorgio Napolitano si e' commosso ricordando dieci magistrati uccisi dal terrorismo. Ha concluso con la voce rotta dal pianto il discorso al Giorno della Memoria dedicato in particolare ai dieci magistrati uccisi dal terrorismo. ''Non dimenticheremo, opereremo - ha detto - perche' l'Italia non dimentichi ma tragga insegnamenti e forza da quelle tragedie''. Ha salutato i familiari delle vittime dicendo: ''a voi tutti l'abbraccio mio e delle istituzioni in questo Giorno della Memoria che e' entrato ormai nel nostro cuore''.

La lotta al terrorismo fu per l'Italia ''la prova piu' dura e pericolosa'' ma fu vinta con la Costituzione e la democrazia, ''grazie alla fibra morale, al senso del dovere, all'impegno nel lavoro e nella vita civile che hanno caratterizzato servitori dello Stato e cittadini di ogni professione e condizione''. ''I dieci magistrati che oggi ricordiamo e onoriamo, nome per nome, esercitarono giurisdizione con la consapevolezza e la serenita' di chi ha di fronte non nemici o avversari da sconfiggere, ma cittadini imputati da giudicare. Di qui la grande lezione: abbiamo dimostrato di essere una democrazia capace di difendersi senza perdersi, capace di reagire ad attacchi e minacce gravi senza snaturarsi. Va detto di fronte ai possibili sviluppo del terrorismo internazionale, pur duramente colpito, come monito a chiunque puo' essere tentato di inoltrarsi sulla strade della violenza, o in qualsiasi modo alla sfida dell'imperio della legge''.