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Il racconto dei sopravvissuti e dei soccorritori

Sono decine i cadaveri che l'equipaggio dell'elicottero della Guardia di finanza ha visto in mare, nell'area dove il barcone dei migranti e' naufragato. Lo riferiscono al loro rientro i piloti che hanno volato dalle 10.30 alle 12.30 per fornire assistenza agli uomini della Capitaneria di porto che coordina i soccorsi. ''Abbiamo sperato di vedere qualcuno che alzasse il braccio - dicono - ma non e' accaduto. Tra i cadaveri, difficili da quantificare, anche corpicini di bambini''.
Queste le testimonianze dei superstiti e dei loro soccorritori

'HO PERSO MOGLIE E FIGLIO'  - "Eravamo 370, siamo stati due notti e tre giorni in mare, poi abbiamo visto la nave italiana che si avvicinava". Sono drammatici i racconti di alcuni dei 51 superstiti della tragedia del canale di Sicilia dove un barcone carico di migranti si sarebbe rovesciato durante le operazioni di soccorso provocando la morte di almeno 150 persone. Un uomo, che avrebbe perso moglie e figlio di tre anni, racconta: "La nave italiana è arrivata molto lentamente a motori spenti, molto lentamente, fino a un metro da noi. Ci siamo spostati e la nostra barca si è rotta e siamo caduti in mare". Il numero dei migranti, partiti dalla Libia e di varie nazionalità africane, non è certo. Secondo il racconto di alcuni sopravvissuti sarebbero stati oltre 350 sul barcone.

'MI CHIAMO PETER UGO, HO 29 ANNI'  - Un giovane del Camerun dice di essere rimasto in Libia almeno due anni a fare l'imbianchino e quando è divampata la guerra gli avrebbero proposto di combattere contro i ribelli. Ma lui - racconta - è riuscito a trovare un barcone per partire pagando 1200 dollari sia per lui, che per la sua fidanzata, 24 anni, e un suo amico: gli altri due sono morti. "Siamo partiti dalla Libia su un barcone e ieri verso le sei di sera è cominciato il cattivo tempo. Siamo caduti in acqua - dice - era un inferno. Mi entrava acqua in bocca ma sono riuscito a rimanere a galla. C'erano almeno tre bambini e molte donne. Io mi chiamo Peter Ugo, ho 29 anni". Peter, uno dei sopravvissuti nel naufragio, ha pensato per ore che la fidanzata, sulla barca con lui, fosse morta. Ma mentre era al poliambulatorio di Lampedusa è arrivata una telefonata della donna che si era salvata e che si trova nella base Loran di Lampedusa. Lo ha detto lui stesso parlando con i giornalisti.

'I COMPAGNI SI AGGRAPPAVANO A ME' - Mostra un ematoma al sopracciglio sinistro e fa il gesto del pugile. Karim, somalo, e' uno dei 51 sopravvissuti del naufragio di stanotte nel Canale di Sicilia. In acqua si e' dovuto difendere da due compagni di viaggio che non sapevano nuotare e che si sono aggrappati a lui. Non sa se loro ce l'hanno fatta, era buio, non li ha neanche visti in faccia. Lui l'ha scampata. Karim dice di avere 17 anni perche' questo gli procurerebbe qualche vantaggio, ma prima di dire che e' nato nel '94 ci pensa un po'. In verita', di anni ne dimostra cinque o sei di piu'. Parla un po' inglese e un po' italiano, le poche parole della nostra lingua le ha apprese dal padre. ''Buio'' e ''acqua'' ricorrono continuamente nel suo discorso. Alla Base Loran dove adesso e' ospitato, stanno portando via i profughi arrivati ieri per far posto ai naufraghi di oggi, nel tentativo di dare migliore accoglienza alle persone che hanno vissuto questa esperienza tremenda, che Karim somma alle vicissitudini precedenti: la fuga dalla Somalia, la tappa in Sudan e poi in Libia, dove viveva da un anno e mezzo e faceva occasionalmente il muratore a Tripoli.

'LI HO SALVATI SENTENDO LE GRIDA' - ''Era buio pesto, non si vedeva nulla neanche con le foto elettriche, ma ho sentito le grida di queste persone e cosi' le ho salvate''. E' il racconto del comandante Francesco Rifiorito, che navigava nel canale di Sicilia sul moto peschereccio 'Cartagine' della flotta di Mazara del Valle. L'imbarcazione si trovava a dieci miglia dall'area in cui e' avvenuta la sciagura. ''Alle due di stanotte abbiamo ricevuto via radio l'allarme della Capitaneria di Porto e ci siamo subito diretti sul luogo. Quello che abbiamo visto e' incredibile: c'erano teste che comparivano e scomparivano e gente che urlava. Abbiamo fatto tutto quello che potevamo''