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FOTO: Qui Manduria, sciopero fame e ricongiungimenti

FOTO RENATO INGENITO

COMINCIATI I PRIMI SCIOPERI DELLA FAME - Circa 70 immigrati dei 150 che stanno protestato dalla notte scorsa accampandosi di fronte all'ingresso della tendopoli di Manduria hanno rifiutato il pranzo, iniziando uno sciopero della fame. Non e' stato fornito invece dai gestori della struttura il numero degli immigrati tunisini che hanno fatto la stessa scelta all'interno della tendopoli. Intanto esponenti di associazioni e comitati antirazzisti hanno portato generi di prima necessita' e soprattutto bevande agli immigrati accampati all'esterno della tendopoli.

DONNA RITROVA NIPOTE TUNISINO - ''Speriamo che mi diano una mano. Senza mio nipote non vado via''. Rebah Mamoudi, tunisina, da 35 anni vive a Verona dove lavora alla stazione ferroviaria. Ha sposato un italiano ed ha una figlia nata nel nostro Paese. Questa mattina e' giunta alla tendopoli di Manduria con il resto della famiglia dopo un viaggio in treno di oltre 11 ore per ritrovare un nipote, Mohamed, che ha 28 anni ed e' giunto in Italia dopo lo sbarco a Lampedusa. La donna ha saputo che il nipote era alla stazione ferroviaria di Oria (Brindisi), pronto a salire su un treno, e accompagnata in auto da troupe televisiva lo ha raggiunto e riportato alla tendopoli. Ora il giovane dovra' fare richiesta per un permesso temporaneo. Mohamed faceva il commerciante a Tunisi. E' giunto in Italia circa una settimana fa e per il viaggio ha pagato un milione di dinari tunisini, pari a circa 600 euro. Ora Rebah e' all'ingresso del campo di Manduria con il resto della famiglia e attende che il nipote, il quale era la notte scorsa tra i manifestanti che hanno dormito all'aperto e ha rifiutato stamani la colazione, ottenga il primo visto ufficiale per muoversi sul territorio nazionale.

PROTESTA, NOTTE ALL'APERTO PER 100 - Poco piu' di un centinaio di immigrati tunisini ospitati nella tendopoli di Manduria hanno trascorso e dormito tutta la notte all'aperto per protesta per i ritardi nell'ottenimento di un eventuale permesso di soggiorno temporaneo e chiedendo asilo. La protesta era iniziata ieri sera e inutili erano risultati i tentativi di trattativa per convincere gli immigrati a tornare nelle tende portati avanti dal questore di Taranto, Enzo Mangini, ed alcuni mediatori culturali. Solo una parte degli immigrati poco prima dell'alba ha fatto ritorno nella tendopoli. Tutto si e' svolto pacificamente sotto il controllo delle forze dell'ordine.