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ITALIA PER IL GIAPPONE

Alba, neo sposa: 'Sono tornata ma Toshi è lì'

25 gennaio, 13:40
Alba Prattichizzo a spasso per il Giappone Alba Prattichizzo a spasso per il Giappone
ITALIA PER IL GIAPPONE

di Giorgiana Cristalli

ROMA - Si chiama Alba Prattichizzo, ha 26 anni, e' nata a San Severo (Foggia), si e' laureata in Lingue orientali a Roma, alla Sapienza, e si e' trasferita a Tokyo da circa tre anni. Pochi giorni fa, il 1 marzo, si e' sposata con un ragazzo giapponese, Toshio, ingegnere informatico, di 32 anni. Dopo il rito civile a Tokyo, Alba, cattolica, e Toshio, di famiglia buddista, contano di sposarsi in Puglia con rito religioso misto. E faranno di tutto, assicura la ragazza, molto determinata, per proteggere il loro futuro insieme dalla confusione e dal caos che si e' scatenato dopo il terremoto di dieci giorni fa.

Il sisma ha sorpreso la giovane italiana a Koiwa subito dopo una lezione di italiano ad un allievo (fresca di laurea e in attesa di un lavoro a tempo pieno, Alba si mantiene cosi'). ''La terra tremava e pochi secondi mi sono sembrati un'eternita''', racconta ad ANSA.IT la ragazza che, a differenza dei giapponesi, non si e' ancora abituata ai frequenti terremoti. Dopo quella terribile scossa, la terra ha tremato ancora, a piu' riprese, suscitando una grande preoccupazione nella famiglia, che vive in Italia, divisa tra San Severo e Milano. Dopo una settimana di continue telefonate, mail e scambi di messaggi sull'allarme nucleare tramite Facebook con la mamma e la sorella, ieri sera Alba e' rientrata a Roma, ma ha dovuto lasciare a Tokyo il neomarito. ''Se da un lato credo di aver fatto il mio dovere rientrando per rassicurare da vicino la mia famiglia, dall'altro ho il cuore a pezzi per questa lontananza forzata da Toshio, che e' dovuto rimanere li' per continuare a lavorare. Lui - racconta - mi ha detto 'se venissi con te, perderei sicuramente il lavoro e butteremo via la nostra vita qui'''. Ora non resta che aspettare. ''Appena l'allarme sara' rientrato - continua la ragazza - intendo tornare a Tokyo. Nel bene o nel male, la situazione si sblocchera', credo, nel giro di pochi giorni''.

Quello che alla ragazza proprio non va giu' e' l'atteggiamento dei media internazionali. ''Credo che l'informazione italiana abbia ingigantito l'allarme nucleare di Fukushima, evidentemente perche' clamore e terrore 'vendono'. Anche in Giappone naturalmente la gente avverte il pericolo, ma gestisce tutto con estrema calma e saggezza, tipica degli orientali. Certo - continua Alba - dall'altra parte anche l'informazione nipponica esagera nelle rassicurazioni per non seminare il panico. L'idea che mi sono fatta e' che la verita' sia nel messo. L'unica fonte di notizie che considero attendibile in questi giorni e' l'ambasciata italiana a Tokyo, che ci ha seguiti costantemente tramite newsletter. L'ambasciatore Vincenzo Petrone, originario di San Severo come me, e' molto presente nell'assistenza ai pochi italiani in Giappone''. ''Il terremoto, lo tsunami, l'allarme nucleare non hanno messo in ginocchio lo spirito nipponico. I giapponesi - conclude la ragazza - non si lasciano mai prendere dal panico e credo che noi italiani abbiamo molto da imparare da quel popolo''.

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