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Mafia: la resa del boss Gerlandino Messina/FOTO

Per diverse ore si è chiuso in un ostinato mutismo. Poi, poco prima di essere trasferito dalla caserma del reparto operativo dei carabinieri al carcere, ha ammesso con un filo di voce quello che per gli investigatori era ormai una certezza: "E' vero, sono Gerlandino Messina".

Si è conclusa così, poco prima di mezzanotte, la latitanza durata 11 anni del nuovo capo di Cosa Nostra di Agrigento, catturato ieri pomeriggio in una palazzina in costruzione a Favara, in via Stati Uniti. Un blitz messo a segno dalle teste di cuoio del Gis, che hanno utilizzato microesplosivi per scardinare le porte e bombe accecanti per impedire al boss di utilizzare le due pistole che aveva con sé.

'L'arresto di Gerlandino Messina e' una svolta storica' ha detto il procuratore di Palermo e capo della Direzione Distrettuale Antimafia Francesco Messineo, che ha sottolineato che dopo l'arresto di Giuseppe Falsone, avvenuto a Marsiglia il 25 giugno scorso, e quello del suo vice Gerlandino Messina, "il mandamento mafioso di Agrigento, uno dei più pericolosi di Cosa Nostra, non ha più un vertice". Il capo della Dda ha aggiunto che l'attenzione degli investigatori si concentra adesso su Matteo Messina Denaro, il boss trapanese indicato come il numero uno di Cosa Nostra dopo l'arresto di Bernardo Provenzano.

Nell'ambito dell'operazione che ieri pomeriggio ha portato alla cattura del superlatitante Messina, i carabinieri hanno arrestato per favoreggiamento anche il vivandiere del boss, Calogero Bellavia, 24 anni, incensurato.