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FOTO: La condanna, dna Busco su abiti vittima

ROMA - Secondo la consulenza del Pm sul corpetto e sul reggiseno che indossava Simonetta Cesaroni quel 7 agosto 1990 quando fu uccisa, c'erano tracce di saliva contenenti Dna riconducibile a Raniero Busco, l'allora fidanzato della ragazza 

La relazione era del Ris di Parma. Una perizia successiva ribalto' la decisione di secondo grado che mando' Busco assolto

Ad avviso del pg della Cassazione Francesco Salzano non sono condivisibili gli esiti della maxiperizia del professor Corrado Cipolla D'Abruzzo che aveva escluso la presenza di un morso attribuibile a Busco sul seno della vittima.

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