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Polemiche a Siena: "Palio blasfemo"

(di Michele Giuntini)
SIENA - Mentre i contradaioli sono concentrati sulle ultime prove del Palio sul tufo del Campo, che si corre venerdì, e di fatto ignorano le polemiche sul 'drappellone' dipinto dal libanese Alì Hassoun - c'é un guerriero saraceno ai piedi della Madonna - la diocesi di Siena rileva che nel dipinto ci sono una mezzaluna islamica e una stella di Davide sulla corona indossata dalla Vergine e li qualifica come simboli "problematici". L'arcivescovo Antonio Buoncristiani interverrà solo dopo la festa, ma oggi il suo portavoce ha diffuso una nota che anticipa una valutazione. "L'opera di Hassoun è permeata da un profondo afflato religioso, che si richiama a diverse tradizioni", scrive la diocesi, ma "problematico è l'inserimento sulla corona della Vergine della Mezzaluna, simbolo dell'Islam, e della stella di Davide, effigie dell'Ebraismo". La diocesi ricorda che "ciò che è essenziale nella realizzazione del Palio è che sia rispettata l'iconografia tradizionale, a garanzia della possibilità per i fedeli di riconoscere la Madonna nell'immagine dipinta. Per questo sarebbe opportuno che l'Arcidiocesi fosse stata resa partecipe del confronto con l'artista". Per la curia comunque "l'opera, ad un rapido sguardo richiama con immediatezza l'effigie della Madonna di Provenzano e il guerriero sottostante può essere facilmente identificato con San Giorgio che uccide il drago-satana, riallacciandosi al ruolo di Maria quale personaggio chiave nella vittoria sul male". Lo stesso Alì Hassoun ha precisato che la sua opera "é a favore del dialogo tra le culture e cerca un terreno comune a tutti. I senesi hanno applaudito (alla presentazione di alcuni giorni fa, ndr). E la croce svetta su tutti gli altri simboli. Ed è giusto che sia così perché rappresenta la tradizione del Paese. La mezzaluna e la stella di David sono simboli che affiancano la Madonna aiutando, simbolicamente, i cristiani a trovare le radici della loro fede". E mentre il sindaco Maurizio Cenni rimanda tutti alla consueta conferenza stampa nel giorno della corsa, cioé domani mattina, parla il rettore del Magistrato del Palio, supremo organo di governo delle contrade, Roberto Martinelli, che dice: "Le polemiche che arrivano da fuori Siena sul Palio non sono giuste. Il Palio di Hassoun è bello, raffigura la vera Madonna di Provenzano, quella in terracotta conservata nella basilica. E' un dipinto che non dimentica niente, né le radici laiche, né religiose, né popolari di questa festa". Per Martinelli "ai senesi interessano altre polemiche in queste ore", ha detto riferendosi alle trattative segrete fra le contrade e alle prove (la generale è stata vinta stasera dalla Selva). La 'genesi' dell'opera è invece rivelata dallo storico Giovanni Mazzini, autore di un saggio sull'esercito ghibellino di Siena alla battaglia vinta a Montaperti contro la guelfa Firenze: "Dopo aver letto il mio lavoro, Hassoun mi ha cercato per selezionare meglio il dettaglio storico della presenza di saraceni nell'esercito di Siena contro le truppe guelfe di Firenze visto che ricorre il 750/o anniversario e che il Palio lo ricorda". Erano arcieri inviati dal re Manfredi di Sicilia, e Hassoun nel Palio ne ha raffigurato uno nell'atteggiamento del San Giorgio del Mantegna; ha tratti mediorientali, indossa una kefiah (e non l'elmo), viene colto dopo aver ucciso il demonio (per l'artista può rappresenatre il terrorismo), e non un drago come nella tradizione attribuita al santo. Una similitudine che ha convinto il movimento Giovine Italia a essere domani a Siena "per protestare contro questo Palio blasfemo". E se qualcuno si spende per criticare il Palio, i contradaioli si dannano per cercare di portare il 'cencio' a casa. Più di tutti quelli del Nicchio: è la contrada favorita.