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Gigantesco iceberg alla deriva in Antartide

ROMA - Un gigantesco iceberg e' alla deriva al largo dell'Antartide. Si e' staccato dal ghiacciaio Mertz, nel territorio antartico di competenza australiana.

Lo rende noto il centro di ricerca australiano Antarctic Climate and Ecosystems, precisando che l'iceberg e' stato scoperto da una ricerca congiunta condotta da Francia e Australia. L'iceberg e' lungo 78 chilometri ed ha una superficie di 2.550 chilometri quadrati e si e' distaccato dal ghiacciaio Mertz dopo essere stato urtato da un altro iceberg gigantesco, lungo ben 97 chilometri.

La ricerca che ha permesso di scoprire l'iceberg e' cominciata nel 2007, durante l'Anno Polare Internazionale, ed era focalizzata sullo studio del ghiacciaio Mertz.

ESPERTO: NON LEGATO A RISCALDAMENTO GLOBALE - Non c'é nessun nesso tra il distacco dell'iceberg dal ghiacciaio antartico Mertz e il riscaldamento globale. E' un fenomeno simile a quello avvenuto nel 2005 nel ghiacciaio Drygalski, in seguito all'impatto del grande iceberg B-15A, ha osservato Massimo Frezzotti, responsabile delle attività di Glaciologia del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). In passato un altro iceberg si è distaccato dal ghiacciaio Mertz, "probabilmente anche in quell'occasione per l'urto di un altro iceberg. Il distacco di un iceberg - rileva Frezzotti - è un evento che avviene ciclicamente" ed era atteso. Lo stesso Frezzotti, che ha studiato il ghiacciaio fin dagli anni '90, aveva previsto un evento simile. La novita' è che il gruppo franco-australiano dell'Antarctic Climate and Ecosystems (Ace) ha deciso di osservare da vicino il ghiacciaio Mertz nell'ambito di un programma a lungo termine teso a capire i processi che regolano la circolazione delle correnti e delle acque dolci e salate attraverso gli oceani: eventi cruciali nel regolare il clima globale. Di conseguenza, osserva il glaciologo, "la rottura dell'iceberg è stata un esperimento naturale perché una variazione drastica come questa potrebbe essere molto utile per comprendere la circolazione oceanica delle correnti e il sistema delle polinie",ossia delle aree della superficie marina perennemente libere dai ghiacci in alcune zone costiere. "Nessun allarme sul riscaldamento globale, quindi, ma di sicuro - conclude Frezzotti - il distacco dell'iceberg in un'area monitorata costantemente prima e dopo questo evento permetterà di capire meglio che cosa potrebbe accadere in caso di riscaldamento".