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Orange ole', la febbre contagia l'Olanda

di Marco Galdi

10 luglio, 14:52
Orange ole', la febbre contagia l'Olanda Orange ole', la febbre contagia l'Olanda

(ANSA) - ROTTERDAM - L'uomo che la finale dei mondiali l'ha persa, il profeta del gol diventato grande in Olanda e immenso in Spagna, sostiene che ''l'Olanda puo' vincere''. Che come proclama e', in fondo, di basso profilo. Ma se ti chiami Johan Cruijff e sei un mito tanto ad Amsterdam quanto a Barcellona, non ti puoi sbilanciare piu' di tanto. Il resto del paese dei tulipani invece non si vergogna di sognare. Si respira voglia di rivincita, nelle strade. Dove tanti avrebbero preferito giocare contro la Germania per rifarsi di quella finale persa nel 1974 da Cruijff e soci.

''Ma anche della guerra...'' mugugna Frank Schipper, commerciante di patatine fritte. E sulla grancassa della rivincita storica battono anche i giornali. Persa l'occasione tedesca, De Telegraaf - il quotidiano piu' diffuso - in prima pagina ricorda le guerre con la Spagna del XVI secolo... Ma l'apertura e' dedicata ad un gigantesco fotomontaggio di Van Bommel con pantaloni da torero ed una bandiera olandese a mo' di muleta sotto il titolo 'Oranje Ole''. Ma e' la febbre collettiva, l'argomento della vigilia. Tanto alta da spingere 11.000 olandesi a mettersi in fila all'aeroporto di Schipol per un ponte aereo dell'ultim'ora verso il Sudafrica. Chi resta a casa non e' da meno, come sottolinea il titolo di apertura di Nrc Handelsblad: ''La febbre arancione contagia tutti''. L'editoriale non lascia dubbi: ''Generazioni di olandesi non pensano ad altro che alla finale di domani''.

E la prima pagina del freepress Metro e' tutta dedicata ad una foto di Wesley Sneijder che esulta. 'Kom Maar Op!' e' il titolo, traducibile con un semplice 'Forza!. Il popolare AD spara un 'Buona fortuna ragazzi' sulle foto degli undici titolari di domani e trova modo di rilanciare l'aspetto curioso: intervista la 76/enne nonna di Sneijder che confessa 'non capisco nulla di calcio'. Il quotidiano cristiano Trouw invece pubblica un sondaggio secondo il quale il 60% degli olandesi crede nella vittoria. Il restante 40 forse si nasconde per scaramanzia, ma e' difficile trovarne di pessimisti. Nelle strade di Rotterdam, sara' per il sole che spacca le pietre e fa tanto estate mediterranea con 30 gradi all'ombra o sara' per la voglia di rivincita di un'Olanda che ha inventato il calcio contemporaneo ma non ha mai vinto nulla, nessuno dubita. A guardare le ultime elezioni il paese e' sempre piu' diviso e multietnico, il calcio e' pero' il motivo per sventolare tutti insieme una bandiera. Dei 17 milioni di abitanti, 12,5 hanno visto la semifinale. Facile prevedere un nuovo record.

Nella citta' che ospita il porto piu' grande del mondo hanno deciso di ampliare gli spazi per il rito collettivo della finale davanti ai megaschermi. La Stadhuisplan, la piazza davanti al municipio dove sono state viste le partite finora, sara' transennata e l'accesso limitato a 7.500 persone. Calcio e birra il programma. ''All'interno sara' permesso bere - spiega Lisa, poliziotta in bici - ma sara' facile lavorare, perche' la gente e' felice. E stavolta tiferanno tutti per la stessa squadra, non come quando ci sono i derby tra il Feyenoord e l'Ajax...''. Il grosso si radunera' pero' alla Binnenrotte, enorme piazza che oggi ospita il mercato e domani potra' essere riempita da almeno 20.000 persone.

Tra le bancarelle del mercato, nessun dubbio. ''Nessuna paura, vinciamo 4-2'' spara Pieter mentre accatasta pomodori. Ha appena 21 anni e nessun ricordo dello psicodramma della finale persa contro la Germania nel 1974. Piu' cauta la cinquantenne Ingrid che vende pistacchi in maglietta arancione: ''Vinciamo 2-1, sarebbe anche ora''. Il suo aiutante, il turco Baram, sembra anche piu' convinto di lei. Di spagnolo, tra le bancarelle, solo la musica sparata da Hansi, che vende cd: 'Business is businnes, ma domani vinciamo noi...'.

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