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Petrucci orgoglio olimpico, noi in G8 dello sport

'Vittoria per paese, Schwazer unica ombra'

Il presidente Giorgio Napolitano e il presidente del Coni Giovanni Petrucci
Il presidente Giorgio Napolitano e il presidente del Coni Giovanni Petrucci

dell'inviata Alessandra Rotili

Stessi ori, una medaglia in più. E una sola ombra: il doping di Alex Schwazer. I Giochi ai tempi della crisi fanno cantare vittoria all'Italia dello sport: a Londra si chiude con 28 medaglie, che non sono le 32 di Atene, ma migliorano le 27 di Pechino. Quanto basta per definire la missione azzurra "una grande vittoria per lo sport e per il Paese". Perché l'Italia è "nel G8 dello sport", nota con orgoglio Gianni Petrucci. "Mentre per competitività del Paese - aggiunge poi - siamo solo 42esimi" . Alla sua ultima Olimpiade da presidente del Coni si congeda coccolandosi il risultato "che ha ampiamente superato le previsioni". A dare una mano al medagliere l'ultima giornata che ha portato cinque podi (i tre bronzi del volley, della ritmica e quello a sorpresa di Marco Aurelio Fontana nella mountain bike. L'argento di Roberto Cammarelle e quello del Settebello), gli stessi arrivati nel giorno inaugurale: un cerchio che si è chiuso e anche se non c'é stato nel finale una acuto d'oro, i numeri non possono far parlare di crisi. E lo ha rimarcato anche il Capo dello Stato che a chiusura di giornata ha telefonato a Petrucci per fare i complimenti. "Mi saluti tutti gli atleti - le parole di Giorgio Napolitano - mi ritengo soddisfatto di quanto ha fatto l'Italia sportiva". Di sicuro lo è il Coni, che alla vigilia non andava oltre le 25 medaglie nelle previsioni. "Le abbiamo ampiamente superate - dice Petrucci - per cui non posso che essere ampiamente soddisfatto. Ci sono stati momenti in cui ho avuto paura che non arrivassimo a 20...Il Team Italia primeggia, siamo nel G8 dello sport e guadagniamo anche una posizione. In quali altri settori occupiamo queste posizioni? Il nostro Pil è sempre lì, noi concludiamo con dati concreti. Sono contento perché sono tornate a fare bene le squadre". Unica macchia di questi Giochi il caso Schwazer, il campione olimpico della marcia nemmeno fatto sbarcare a Londra dopo la positività all'epo. "E' la parte negativa di questa Olimpiade - dice Petrucci - un'ombra che non potrò dimenticare: è una macchia che non fa onore allo sport italiano: noi abbiamo fatto quello che avrebbero fatto tutti. Io però ho pietà per quel ragazzo che ha sbagliato e lo sa. La giustizia sportiva e quella penale faranno il suo corso, ma non deve essere crocifisso". In un medagliere che non subisce flessioni non si può però notare che mancano podi in sport pesanti: il nuoto, che da Sydney aveva brillato, da Londra va via con zero titoli. Unici due lampi, in acqua, il bronzo del fondo con Martina Grimaldi, e l'argento del Settebello, che riporta comunque la pallanuoto ai vertici dell'Olimpo. E anche nell'atletica solo il salto triplo di bronzo di Fabrizio Donato ha evitato un altro flop. "Se vincessimo anche nel nuoto e nell'atletica saremmo quarti - si difende Petrucci - io a queste federazioni non posso rimproverare nulla. Guardiamo anche le altre nazioni: penso alla sbandierata Spagna, ma anche all'Australia. E comunque tutte le nazioni che ci precedono investono tanto nella scuola, ma per noi adesso non è tempo di chiedere". E certo nella recessione olimpica dell'Europa ("non è più padrona e resta sotto al 50% nonostante l'exploit della Gran Bretagna" spiega il segretario generale Raffaele Pagnozzi) l'Italia cresce e "va in controtendenza". Tra i numeri che fanno ben sperare per Rio 2016 èche scende l'età media e "il 50% dei medagliati è fatto di esordienti". Tra quattro anni Petrucci non sarà più presidente: lascia il Coni (tornerà a guidare il basket) con 28 medaglie. In tempi di crisi l'Italia fa un piccolo progresso, quanto basta per salutare Londra col sorriso.

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