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Nasce "Area D", primo Ostello della Gioventù cisgiordano

Stato della mente" con ironia, fondato da europeo e palestinese

11 febbraio, 18:09
Nasce 'Area D', primo Ostello della Giovent cisgiordano Nasce 'Area D', primo Ostello della Giovent cisgiordano

(di Michele Monni) Si chiama "Area D" e il suo invito ai viaggiatori è esplicito: "Passate al di là del muro e liberate la vostra mente". Ha grandi ambizioni il primo Ostello della Gioventù di tutta la Cisgiordania, che conta di aprire i battenti fra pochi giorni a Ramallah, grazie all'iniziativa di due giovani soci: l'europeo Mike e il palestinese Wissam. Situato in pieno centro della città, capitale amministrativa dei Territori Occupati, l'Ostello già con il suo nome cerca di spargere un po' di ironia su una realtà che in molti - a cominciare dal segretario di stato Usa, John Kerry - vorrebbero modificare. Se il 'muro' è la barriera di protezione che divide la Cisgiordania da Israele, Area D è invece un'invenzione semantico-politica legata all'attuale frazionamento dei Territori in base agli accordi di Oslo del 1993: Area A (3%), sotto controllo palestinese, l'Area C sotto completo controllo militare israeliano (60%) e l'Area B (37%), a controllo congiunto israelo-palestinese. L'ambizione dell'Ostello - sostengono i proprietari nel foglietto informativo - è quella che i viaggiatori si possano "confrontare con i preconcetti della regione e immergersi in una città vibrante, ricca di bar e ristoranti e intesa come base di partenza per scoprire l'atmosfera politica e culturale della Cisgiordania". L'Area D è "uno stato della mente", spiegano i due soci. "Oltre i confini delle restrizioni politico-militari, una sicura e divertente base di partenza per scoprire la Cisgiordania". All'ultimo piano dell'edificio, dove è situato l'Ostello (circa 600 metri quadri) in questi giorni si sta lavorando febbrilmente per ultimare i lavori e rendere disponibili i 50 posti letto, gli spazi condivisi e una sala comune che ospiterà mostre, conferenze e pubbliche letture. L'arredamento è un misto tra l'industrial e l'etnico che fonde materiali riciclati. I comodini dei letti, ad esempio, sono delle cassette della frutta in plastica fissate al muro - e usa la toponomastica consueta a chi abbia visitato i Territori. E così al posto dell'insegna "reception" campeggia invece ironicamente la scritta "check point", accompagnata dall'avviso rosso che mette in guardia, prima del posto di controllo, i cittadini israeliani dall'entrare in Cisgiordania. "All'inizio - racconta Mike - la reazione delle istituzioni palestinesi è stata freddina. Non capivano proprio il concetto di ostello: viaggiare e condividere uno spazio comune a un costo limitato". Dopo quasi un anno di trattative e discussioni con le autorità sono alla fine arrivati i permessi e la possibilità di affittare un immobile - di proprietà del comune - strategicamente indovinato. Dalle finestre dell'edificio è facile comprendere meglio il perché di Area D: a destra il tipico suk palestinese, di fronte gli imponenti minareti della moschea di Ramallah che fanno da corollario al campo profughi di Al Amari, sulla sinistra la vicinissima colonia israeliana di Bet El e sullo sfondo Gerusalemme. (ANSA).

 

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