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Turismo: valore aggiunto e' 82 mld euro

Gnudi: crea Pil e occupazione, sia politica del paese

04 luglio, 17:56
Piero Gnudi Piero Gnudi

ROMA - Nel 2010 il valore aggiunto, ovvero "la ricchezza creata nel paese", dalle attività connesse al turismo è stato pari a 82.833 milioni di euro, ovvero il 6% del valore aggiunto totale dell'economia. E' quanto rileva il primo Conto satellite del Turismo per l'Italia, presentato oggi a Roma dal ministro del Turismo, Piero Gnudi, e dal presidente dell'Istat, Enrico Giovannini. Nel 2010 il consumo turistico interno, si legge nel Report, é ammontato a 114.016 milioni di euro. La parte prevalente va attribuita ai turisti italiani con il 44,2% del totale, mentre il turismo straniero rappresenta una quota pari al 25,7%. Le altre componenti del consumo turistico, tra le quali rientra l'utilizzo delle seconde case per vacanza, rappresentano il 30,1% della domanda turistica.ß"Il valore aggiunto del turismo é equivalente a quello del settore delle costruzioni, considerato volano" per la crescita, ha commentato Giovannini.

"Il turismo è sempre stata una delle parti più importanti della nostra economia, ma nessuno, forse nemmeno gli italiani, sanno quanto sia importante nel tessuto economico, sia in termini di rapporto al Pil sia in termini di occupazione.ßCon il conto satellite vogliamo farlo capire. La politica del turismo deve essere una politica del paese". Lo ha detto il ministro del Turismo, Piero Gnudi, presentando il primo conto satellite del turismo. "Il valore aggiunto che emerge - ha ricordato Gnudi - è il 6% del Pil ma prende in considerazione solo l'impatto diretto. Si calcola che con l'impatto indiretto si possa arrivare a due volte tanto". Per quanto riguarda infine la differenza di turismo straniero e domestico, Gnudi ha concluso: "Abbiamo avuto una crescita del turismo straniero e un calo del turismo italiano. Stanno lentamente avvicinandosi le due quote".

"Il conto satellite è uno strumento importante nell'ottica del Piano Strategico nazionale per il turismo che ci consentirà a breve di indicare e avviare a realizzazione le misure necessarie per il rilancio del settore. Il lavoro di analisi è quasi terminato e ora inizieremo a condividere proposte e soluzioni di varia natura (legislativa, organizzativa, economica e finanziaria) per poi licenziare il piano nel corso della prossima Conferenza Nazionale del Turismo, in autunno". Lo afferma in una nota il ministro per gli Affari Regionali, il Turismo e lo Sport, Piero Gnudi. "Il conto satellite - spiega - conferma la grandissima rilevanza del turismo nella nostra economia, con un'incidenza che varia dal 10,9% al 6% del Pil a seconda dell'ampiezza del perimetro considerato. D'ora in avanti dobbiamo lavorare, naturalmente nel rispetto dei quadri metodologici Eurostat, Ocse e Omt, per riuscire a fotografare il valore reale del turismo e del suo indotto". Il ministro ricorda inoltre che è "ampiamente assodato che tutte le maggiori economie mondiali stiano puntando sul turismo come leva per lo sviluppo e il rilancio economico". Quindi "il conto satellite è un primo, rilevantissimo passo per fare chiarezza e attribuire al turismo il peso e il ruolo che deve avere sia nelle politiche pubbliche che nella pianificazione degli investimenti privati". Stop dunque alla "miopia che ha indotto fino ad oggi a considerare il Turismo una sorta di 'cenerentola dell'economià", anche a causa, conclude Gnudi, della "difficoltà di rappresentare il valore reale, aggregato del settore".

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