Percorso:ANSA > In Viaggio > News > Terni, la città di San Valentino

Terni, la città di San Valentino

Amore, Acciaio, Acqua sono le tre 'A' della città

13 febbraio, 20:05
Terni, la citta' di San Valentino Terni, la citta' di San Valentino

(di Eugenia Romanelli) 

Terni è nota per le sue tre “A”, Amore, Acciaio, Acqua: seconda città dell’Umbria, è da sempre conosciuta nel mondo per la lavorazione dell’acciaio e per le sue industrie chimiche, oltre che per essere un luogo ricco di acqua. Ma soprattutto è nota come città più romantica d’Italia (vedi articolo correlato). Ha però anche una storia antica da raccontare, che parte dall’epoca preistorica e sulla quale, grazie anche a intense ed accurate campagne di scavi e restauri che hanno riportato alla luce notevoli ricchezze, le amministrazioni locali puntano per incentivare il turismo. L’origine di questo luogo viene datato 672 a. C. ma i primi insediamenti umani si fanno risalire addirittura all’età del bronzo. La cosiddetta Conca Ternana era un terreno fertile, collocato in mezzo a due fiumi, il Nera e il Serra, e infatti il primo nome del nucleo urbano che si conosca era proprio Interamna Nahars, (appunto terra tra due fiumi), evolutosi poi in Teramna, Terani, quindi Terni.

Per riscoprire la storia di Terni, vale la pena una visita al Museo Archeologico che raccoglie numerose testimonianze ed è situato all’interno del piacevole CAOS, Centro per le Arti Opificio SIRI, il polo culturale ricavato nell’ex fabbrica chimica SIRI, dove si trovano anche il Museo d’Arte Moderna e Contemporanea Aurelio De Felice, il Teatro Secci, alcuni laboratori creativi, una biblioteca e altri spazi per produzioni artistiche (www.caos.museum): prima colonia, poi municipio, la sua romanizzazione fu completata in quanto ascritta alla tribù Clustumina (del periodo romano restano numerose testimonianze, come le mura e l’anfiteatro Fausto, oggi visibile nella cosiddetta Passeggiata, e i giardini pubblici cittadini, bellissimi, dopo l’attenta e accurata opera di scavo e restauro). Terni era molto importante sia per la presenza dell’acqua, ma anche perché punto nevralgico di comunicazione nel tragitto da e per Roma, lungo la Via Flaminia. Dopo un periodo di sottomissione al ducato longobardo di Spoleto, passò sotto il potere del Papato, dominio che la città mal accettava, fino al suo ingresso nel Regno d’Italia.

Oggi Terni è una città che, forse più di altre, risente del grave periodo di crisi economica, strettamente legata ai principali settori che, in altre epoche, ne hanno determinato lo sviluppo. Anche per questo, da alcuni anni, si sono incentivati settori come quello turistico, facendo leva soprattutto sulle ricchezze naturalistiche del territorio che permettono di vivere e fare sport a stretto contatto con la natura. In questo senso, sono molte le proposte per gli appassionati: oltre alle Cascate delle Marmore, a pochi chilometri dalla città, si trova il Lago di Piediluco, noto a tutti gli appassionati di canottaggio, il Parco fluviale e le Gole del Nera, i Monti Martani, ricchi di itinerari di trekking, il Parco fluviale del Tevere (nel suo percorso umbro), l’Oasi di Aviano, gestita dal WWF (500 ettari di acquitrini, vero e proprio paradiso per gli uccelli acquatici: si può visitare tutto l’anno), la Foresta fossile di Dunarobba, il Lago di Corbara, e il Parco Vulcanologico di San Venanzo. Insomma, sembra davvero che sia l’Umbria il cuore verde d’Italia: http://cms.provincia.terni.it/on-line/Home/Areetematiche/Turismo.html.

Inoltre, da vedere, sono anche le molte opere architettoniche e artistiche: immancabile, visto il periodo, la visita alla Basilica di San Valentino, appena fuori dal centro cittadino, dove è sepolto il Santo e dove, nel giorno in cui si celebra la ricorrenza della festa degli innamorati, moltissime coppie provenienti da tutto il mondo si incontrano per rinnovare, davanti al suo sepolcro, la reciproca promessa d’amore. Ogni anno, il 14 febbraio, viene anche assegnato l’importante Premio San Valentino, che negli anni è stato dato a personaggi del calibro di Rabin, Gorbaciov, Giovanni Paolo II, Kerry Kennedy e Andrea Riccardi (www.sanvalentinoterni.com). Numerosi anche i Palazzi e le Chiese di diverse epoche, tra cui Palazzo Mazzancolli, sede dell’Archivio di Stato (Via Cavour), e Palazzo Spada, dove ha sede il Comune, realizzato su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane (ricco di affreschi, tra cui, in particolare, nella Sala del Consiglio, quelli del fiammingo Van Mander che rappresentano la strage degli Ugonotti e la battaglia di Lepanto). A testimonianza della ricchezza vissuta da Terni tra il Cinquecento e il Settecento troviamo anche Palazzo Bianchini Riccardi, di fronte al Duomo e Palazzo Gazzoli, sede della Pinacoteca. Proprio la Cattedrale è uno dei punti nevralgici del centro storico: dedicato a Santa Maria Assunta, il Duomo sorge su uno dei primi edifici cristiani, anche se ha subito notevoli ristrutturazioni intorno al Seicento (il campanile è, invece, settecentesco).

Un’altra tra le chiese più importanti della città è quella di San Francesco, costruita a partire dal 1265 su un’area dove lo stesso Francesco costruì le prime capanne per i suoi confratelli, che ricorda, in parte, la Basilica del Santo ad Assisi ed è particolarmente ricca di dipinti. Infine, da non perdere, è la Chiesa di San Salvatore, comunemente conosciuta come Tempio del Sole (si dice che sia sorta sui resti di un tempio pagano): tra le più antiche della città, la chiesa sorge di fronte al Palazzo comunale e non lontano dall'antica palude dove leggenda vuole che avesse sede il mitico drago che domina lo stemma della città.

Testimonianze della Terni moderna invece si trovano in altri musei meno noti al grande pubblico: il Museo delle Armi, che ripercorre la storia della nota Fabbrica d’Armi ternana e delle armi in generale (www.museodellearmi.com) e il Museo del Motorismo, in memoria di grandi campioni del mondo di motociclismo come Libero Liberati e Paolo Pileri e di automobilismo come Mario Umberto Borzacchini, ternani doc (www.borzacchinihistoric.it). Inoltre, passeggiando per il centro della città, si può ammirare la famosa Lancia di Luce in Piazza del Popolo, realizzata da Arnaldo Pomodoro e dallo stesso donata alla città a metà degli anni 90 come simbolo dei traguardi tecnologici dell’umanità, e la Pressa da 12mila tonnellate, un tempo utilizzata nelle Acciaierie ternane e oggi testimonianza viva di quel periodo, e la Fontana di Piazza Tacito.

Infine, impossibile non vedere le Cascate delle Marmore, opera di ingegneria realizzata nel 271 a.C. con lo scopo di far defluire le acque del fiume Velino nel Nera ed evitare così le inondazioni della valle di Rieti: con un salto di 165 metri, il più alto d’Europa, le Cascate sono oggi una delle attrazioni turistiche più importanti del territorio, con ben cinque sentieri percorribili e uno, in particolare, riservato ai bambini che sono guidati nella Fantapasseggiata da Gnefro, il folletto che vive nelle Cascate delle Marmore (www.marmorefalls.it). Chi avesse voglia di spostarsi, inoltre, a pochi chilometri da Terni è possibile visitare l’area archeologica di Carsulae, di epoca romana, con i resti dell’antica città creata lungo il percorso della Via Flaminia, in cui sono ancora visibili e ben conservati i resti del Foro, della Basilica, dell’Anfiteatro, della Chiesa dei Santi Cosma e Damiano e dell’Arco di San Damiano (www.carsulae.it).

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati