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A Tonara per la festa del torrone

In Sardegna alla scoperta di antiche tradizioni e di un borgo delizioso

22 aprile, 14:27
La lavorazione del torrone a Tonara La lavorazione del torrone a Tonara

(Di Ida Bini)

A Tonara, piccolo borgo immerso tra i boschi di castagno della Barbagia, in provincia di Nuoro, il lunedì dell’Angelo si celebra anche la festa del torrone: per tutto il giorno di Pasquetta l’aria profuma di dolce e croccante, di miele, mandorle e noci. Ovunque nei locali e per le strade del borgo si degusta il torrone caldo, appena uscito da sa forredda, il fornello di mattoni riscaldato con la legna di agrifoglio, lavorato e preparato come si faceva duecento anni fa. E’ una tradizione cara agli abitanti di Tonara e ai suoi tanti visitatori che in questi giorni di Pasqua possono conoscere altre abilità artigianali del borgo sardo: i mobili e le cassapanche intagliate, i mestoli e i taglieri in legno (teruddas e taggeris), le cubedinas, piccole botti per vino o acqua, le fanugas e le fressadas, tappeti e arazzi, e is sonaggias, i caratteristici campanacci di cui Tonara è l’unico centro di produzione in Sardegna, apprezzato da pastori e collezionisti.

Durante la festa per le vie del centro storico si possono ammirare le diverse produzioni artigianali, degustare le prelibatezze dolciarie e assistere a mostre e a esibizioni di gruppi folk e cori polifonici.

Nata 32 anni fa per il ricordare il poeta Peppino Mereu, uno dei più importanti poeti in lingua sarda, la festa del torrone si è sempre svolta la seconda domenica di luglio; poi si decise di spostarla al weekend pasquale per promuovere il torrone, fiore all’occhiello del centro del Mandrolisai con degustazioni e vendita lungo le strade dei quattro rioni del borgo - Teliseri, Arasulè, Su Pranu e Toneri – e delle sue caratteristiche abitazioni con i balconi in legno (istauleddos ammantaos).

Tonara si trova ai piedi del monte Muggianeddu, a 1.468 metri d’altezza, nel cuore della Sardegna tra boschi selvaggi e foreste inaccessibili, tra dolci campagne solitarie e migliaia di nuraghe, innalzate secoli fa come piramidi, dove il turismo è ancora poco presente. E’ una terra agreste e pastorale, fatta di antiche memorie, riti e tradizioni che vengono rivissuti ogni volta nelle feste e nelle sagre popolari. E’ un vero piacere scoprire questa terra, attraversata da stradine spesso deserte che collegano piccoli e vivaci borghi, nascosti tra i giacimenti di granito e cime di incomparabile bellezza: Oliena, che regala le migliori escursioni naturalistiche; Orgosolo, famoso per i murales degli anni Sessanta; Mamoiada, centro delle maschere lignee dei mamuthones, simbolo di un’antica civiltà pastorale; Desulo, dove sono vive le tradizioni montanare; Aritzo, borgo delle castagne, e Lanusei, capitale del trekking.

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