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La giornata mondiale della lentezza

Dallo slow food allo slow foot, 24 ore per rilanciare la filosofia del rallentare

01 marzo, 13:30
La giornata della lentezza. Omaggio alla filosofia del rallentare La giornata della lentezza. Omaggio alla filosofia del rallentare

(Di Marzia Giglioli)

'Go slow be happy', quest'anno per la Quinta Giornata mondiale della lentezza il tema  è ' ambiziosi e altruisti'. Ambiziosi nel cambiare e nel pensare che cambiare si può. Tutto o quasi nasce da Jorrgen Larsson con il suo o “downshifting” (“filosofia del rallentare”). Una vera rivoluzione copernicana per rimediare alla follia dell’efficientismo senza sosta,  riscoprendo il piacere del vivere lento: dalla vita, al cibo, dalle relazioni al lavoro.

Il piacere della calma come nuovo mantra quotidiano al posto del ‘mordi e fuggi’ quotidiano. Si può correre ma si deve capire quando fermarsi replicando la ricetta di Forrest Gump. Nuove saggezze metropolitane e soprattutto nuove ricette per riscoprire il piacere della calma. Il 28 febbraio da New York a Londra, da Roma a Madrid, si celebra in tutto il mondo la Giornata della lentezza. Un giorno per pensare e per ‘premiare’ chi non corre, chi vuole fermarsi per capire. Una giornata per elogiare la lentezza e non colpevolizzarla. E per i seguaci della lentezza viene in aiuto anche  Confucio ‘La riflessione è il primo modo per essere saggi'', e soprattutto  ‘Non importa, se stai procedendo molto lentamente; ciò che importa è che tu non ti sia fermato'.

I Maya, invece pensavano che in ognuno di noi ci fossero due orologi: quello del tempo e quello del cuore. Per il 28 Febbraio quindi: niente nevrosi da traffico, niente stress da lavoro, niente ansia E soprattutto tanti buoni propositi. C’è chi gli antidoti li ha gia’ trovati contro la fretta e i ritmi compulsivi scegliendo: lo slow  life, oppure lo slow foot, il camminare lento, o il deep walking per approfondire gli aspetti terapeutici del camminare, oppure scegliendo le camminate consapevoli, o i cammini meditativi lungo le vie dei pellegrini.

Elogi della lentezza in tante città italiane con letture, spettacoli, happenings e ciaspolate sulle nevi. Per i seguaci della lentezza c'è  (http://www.vivereconlentezza.it) Il nuovo vademecum ( almeno per 24 ore) e' passeggiare a piedi, o in bicicletta, oppure andarsi a rifugiare nelle spa concedendosi  massaggi e trattamenti mise en forme. O una  fuga alle terme per annegare lo stress tra le acque rigeneranti.

Per chi vuole iniziare questa nuova strada, si possono seguire anche i corsi per imparare a mettersi in cammino, per meditare, perdersi e  ritrovarsi in compagnia di grandi camminatori, fotografi ed attori, cartografi e scrittori, pittori e guide che si incontrano alla Casa del Movimento Lento,in un’antica cascina lungo la Via Francigena piemontese www.movimentolento.it/it/resource/news/appuntamenti-lenti-seminari-e-corsi/.

Per le vacanze slow ci si può sbizzarrire sul web nella ricerca ( ovviamente lenta) delle vacanze a contatto con la natura, trekking lontani dalla folla oppure andando alla scoperta dei sapori perduti. Ma si può essere zen anche in città, cambiando i ritmi della giornata e molte pessime abitudini. Ricominciando 'a respirare' come insegnano i cultori dello yoga. Vacanze zen anche in città a Roma nel quartiere di Trastevere in un B&B, tenuto da due monaci buddisti che offre riparo allo stress in un giardino nascosto in mezzo alla città (www.bbitalia.it).

A pochi chilometri dal centro di Milano, in zona Romolo, sorge Enso-Ji Il Cerchio, c'è un monastero Zen in piena città con un  un giardino interno che lo protegge dal caos metropolitano dove rifugiarsi per un po' di saggia lentezza (http://www.monasterozen.it/enso-ji.html).

C'è un angolo zen anche nell'Appennino Tosco-Emiliano a Pagazzano a Berceto in provincia di Parma, dove si trova l'eremo di montagna  “Sanbo-Ji”, traduzione giapponese di Tempio dei Tre Gioielli. Si può alloggiare in alcuni edifici rurali recuperati o in alcune costruzioni realizzate nel tradizionale stile dei monasteri Zen. Nel  giardino, nei prati e nei boschi vicini gli ospiti possono imparare i ritmi della disciplina lenta. Nella sala principale, arredata con tatami giapponesi e cuscini zafu e aperta giorno e notte,  si può praticare la Meditazione Zen (www.monasterozen.it/sanbo-ji-eremo-di-montagna).

E poi c'è il monastero di Pomaia, il più importante centro buddhista in Italia ed uno dei maggiori in Europa. Situato nel verde delle colline toscane, 40 km a sud di Pisa, luogo caro al Dalai Lama. Qui, in una struttura completamente immersa nella natura è possibile non solo conoscere più da vicino la filosofia buddista,ma seguire corsi e conferenze. Si alloggia in confortevoli alloggi  e si approfondisce la conoscenza e la pratica del Dharma (www.iltk.it/it/istituto.htm).

Per i meno trascendenti, restano le passeggiate nei parchi, i full immersion nella natura anche in città all'ombra degli alberi leggendo un buon libro seduti, senza correre.

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