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Come Internet e la crisi hanno cambiato i turisti

Da Rimini nuovi trend mordi e fuggi, low cost e sempre connessi

09 ottobre, 07:51
iStock. IN VIAGGIO iStock. IN VIAGGIO

dell'inviata Cinzia Conti

 

Con in mano il nostro supertecnologico smartphone ricordiamo con tenerezza e anche con un po' di orrore i mostruosi primi telefoni cellulari grandi come scatole da scarpe e dotati di antiquati tasti? Ecco i turisti di una decina di anni fa rispetto a quelli di oggi dovrebbe farci lo stesso effetto. Perché se il mondo corre, l'universo del turismo, così portato ad arricchirsi in continuazione anche delle esperienze degli altri Paesi, corre ancora di più. E dall'osservatorio privilegiato del TTG Incontri, enorme fiera turistica in corso a Rimini Fiera, ecco l'immagine del turista 2015 costretto dalla crisi a viaggi più brevi e low cost, ma non fermo e molto affascinato anche se non completamente "padrone" della tecnologia. E se oggi solo uno su 8 prenota via smartphone e tablet, già nel 2019 si salirà a 1 su 4.

 

    "Il viaggio online - spiega Angelo Rossini, online travel analyst di Euromonitor International - è la forza che sta cambiando il turismo: oggi l'informazione sulla destinazione e l'acquisto dei servizi non avviene solo prima del viaggio, ma anche e soprattutto durante e da questo punto di vista non sono l'online, ma il mobile stanno rivoluzionando il modo stesso di vendere la vacanza". Anche la crisi, iniziata nel 2008 e trascinatasi fino a oggi, ha avuto il suo peso sul povero turista: per quanto riguarda gli italiani si registrano vacanze sempre più corte e al contempo prenotazioni sempre più anticipate per gli stranieri.

 

"E' venuta fuori - spiega Luca Patanè, presidente di Confturismo Confcommercio - anche un'altra verità con cui bisogna fare i conti: i mercati vanno letti uno per uno perché ormai è chiaro che nessuno è uguale, dai russi che viaggiano per la Pasqua ortodossa, ai giapponesi che scelgono febbraio e marzo, agli americani che preferiscono l'estate".


    Ma non ci si fermerà qui: secondo uno studio di Amadeus, presentato a giugno scorso e di nuovo qui a Rimini, entro il 2030 ci sarà un vero popolo di oltre 1,8 miliardi di persone che viaggerà ogni anno fuori dai confini nazionali. E potrà essere diviso in 6 tribù molto contaminate tra di loro: social, etici, forzati, puristi culturali, fan della semplicità e cacciatori di gratificazioni. Insomma ancora tante trasformazioni e tanti viaggi da fare..."

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