Percorso:ANSA > In Viaggio > In Europa > Natale a tavola, viaggio nelle tradizioni europee

Natale a tavola, viaggio nelle tradizioni europee

Molti menu' sono antichissimi, gli stessi dei banchetti dedicati a Saturno per il solstizio d'inverno

14 dicembre, 20:28
il cappone ripieno con mele è uno dei piatti tipici del cenone nelle Asturie  in Spagna il cappone ripieno con mele è uno dei piatti tipici del cenone nelle Asturie in Spagna

(di Ida Bini)

Da sempre il Natale si festeggia a tavola e quest’usanza sembra avere radici antichissime che risalgono addirittura all’epoca romana, quando si celebravano i Saturnali, feste in onore di Saturno, divinità dell’agricoltura e dell’abbondanza, per il solstizio d’inverno. All’epoca si preparavano grandi banchetti e si placava il dio Saturno che vagava per tutto l’inverno, quando cioè la terra riposava ed era incolta a causa delle condizioni atmosferiche, offrendogli del cibo affinché tornasse nell’aldilà. Oggi la tradizione vuole che alla vigilia e per il giorno di Natale si prepari una tavola imbandita a festa con il servizio buono di piatti, di posate e di cristalli, con la luce delle candele e con le migliori ricette tramandate di madre in figlia, diverse in ogni regione, in ogni città, persino in ogni vallata.

Al pranzo di magro, la sera del 24 dicembre, ne segue in genere uno di carne farcita il giorno di Natale, uno dei pochi in cui le famiglie contadine d’Europa potevano permettersi la carne e altre squisitezze. Oggi le singole cucine del vecchio continente tendono a recuperare gli antichi sapori e le migliori materie prime e a unirli a nuovi gusti, spesso a nuovi ingredienti e a cibi provenienti da altri Paesi, esotici. Non si può però prescindere dalla storia e dalle tradizioni, che rispecchiano la cucina di ogni singolo Paese, per raccontare le feste di Natale a tavola in Europa, dai Paesi scandinavi alla Germania, dall’Austria alla Russia, dalla Francia alla Spagna. In Svezia (www.visitsweden.com) i grandi preparativi vengono riservati allo smörgåsbord, la cena della vigilia che comincia con antipasti a base di aringhe marinate, salmone, polpettine, gratin di patate e acciughe (Janssons frestelse) e l’immancabile maiale che è presente in tavola anche il giorno di Natale: prosciutto cotto al forno, piede di porco in gelatina e salsicce in grande quantità.

Secondo una tradizione che dura dal Medioevo si passa poi al lutfisk, baccalà macerato per una settimana in acqua e soda e condito con panna, besciamella o burro fuso. Tutte le portate, anche quelle del pranzo natalizio, sono accompagnate dal vörtbröd, pane dolce preparato con mosto di malto. La cena termina con i pepparkakor, biscottini speziati con zenzero, cannella, cardamomo e chiodi di garofano, a forma di cuore, abete o maialino; e il dessert tradizionale, un budino di riso con latte e cannella, che nasconde secondo un’antica usanza una mandorla portafortuna. E’ lo stesso dessert che chiude il pranzo di Natale in Norvegia (www.visitnorway.it), dove le portate principali sono a base di pinnekjøtt, agnello affumicato e stufato. Anche qui c’è l’abitudine di mangiare carne di maiale, soprattutto salsicce e prosciutto marinato e bollito con salsa di mirtilli rossi, e il classico baccalà.

Tra i dolci spiccano i biscotti alla melassa, alla panna e all’avena, le cialde e il kransekake, formato da ciambelle sovrapposte di panpepato con mandorle e glassa. Il prosciutto è presente anche sulle tavole della Finlandia (www.visitfinland.com): in questo caso però è arrosto e si accompagna a diversi piatti di pesce. Qui il pranzo di Natale prevede tortine di funghi, porri ed erbe aromatiche, patate e salmone marinato con salsa di barbabietole. Come dessert vengono serviti i ginger snap, croccantini allo zenzero con una crema alle fragole. Come in Svezia anche in Danimarca (www.visitdenmark.com) il pasto più importante è la cena del 24 dicembre, quando tutta la famiglia si ritrova ad assaporare oca o anatra farcita con mele e prugne snocciolate oppure l’arrosto di maiale cucinato con dadini di pancetta croccanti.

Tra i contorni abituali ci sono il cavolo rosso in agrodolce e le patate caramellate. Il pranzo di Natale, invece, è un semplice buffet freddo con gli avanzi del cenone, gli smørrebrød, tartine di pane imburrato ricoperte di carne, salmone e verdure e una crema di riso e latte (julegrød), che ormai è diventato un tradizionale dessert con una mandorla portafortuna, riso, panna montata, vaniglia e sciroppo caldo. Nelle tavole danesi non mancano mai i biscotti di marzapane, i kleiner, frittelle di farina, burro, uova e limone, gli œbleskiver, frittelle coperte di zucchero o marmellata, i brune kager, pane di zenzero coperto di noci tritate, i pebernødder, biscottini con cannella, zenzero e noce moscata. La Danimarca è il Paese della birra e a Natale si produce la Julbryg con una gradazione alcolica tra i quattro e i sei gradi, ma nel periodo delle feste si prepara soprattutto il gløgg, un vin brulé con acquavite, uva sultanina, mandorle, zenzero e chiodi di garofano.

E’ servito bollente ed è indispensabile per riscaldarsi dal gelo invernale. A tavola, in Inghilterra (www.visitbritain.com/), non mancano mai l’oca e il tacchino arrosto, ripieni di cipolle, mele e i classici cavolini di Bruxelles e le patate arrosto con le salse. Il pranzo di Natale termina poi con mele al forno con zucchero a velo, il tradizionale Christmas pudding, storico e antico budino, e i mince pies, dolcetti rotondi a base di mele, uva sultanina, marmellata di albicocche, strutto e succo di limone, che si degustano con il vino dolce. In Scozia (www.visitbritain.com/it) il tradizionale pranzo di Natale prevede brodo di pollo con verdure e salmone come antipasto, tacchino arrosto con cipolla e salvia, salsicce con patate arrosto, carote e cavoli di Bruxelles.

Per dessert sono immancabili il pudding di Natale e una crema a base di whisky. In Francia (it.franceguide.com) il pranzo di Natale, che si chiama reveillon, il risveglio, varia da regione a regione e prevede ostriche, salsicce, prosciutto al forno, pollo arrosto e dolci decorati con figure di zucchero che ricordano Gesù Bambino. Il cenone più ricco si prepara in Provenza, dove la tradizione vuole che vengano preparati sette piatti di magro, a base di verdura e pesce, e 13 dessert, il numero dei commensali dell’Ultima Cena secondo la tradizione cattolica. Tra questi ci sono i Calissons d’Aix, biscotti ricoperti di glassa con mandorle e scorze di melone e arance candite, e i “quattro mendicanti”: mandorle, noci, nocciole e frutta secca, simbolo dei quattro ordini monastici.

In Spagna (www.spain.info/it) il pasto principale a cui dedicare tutte le energie è il cenone della vigilia, quando si assaporano tacchino o cappone. La farcitura di questi piatti varia a seconda della regione in cui ci si trova: in Galizia si usano le castagne, nelle Asturie le mele e in Catalogna l’uva passa, le prugne e i pinoli. Ma in ogni menu natalizio ci sono anche l’arrosto di maiale, possibilmente il maialino da latte, morbido e croccante, il capretto e il pesce al forno con contorni di patate, cavolo rosso e carciofi. Ultimamente si usa abbinare il pesce al salmone affumicato e soprattutto ai frutti di mare cucinati in tanti modi diversi. La cena termina con i polverones, dolci di pasta frolla con mandorle, anice e cannella, torrone alle mandorle – il più famoso è quello di Jijona con miele, noci tritate e cannella - e l’immancabile spumante spagnolo, il cava, o un bicchiere di buon sherry, il Jerez Manzanilla.

Per il cenone in Germania (www.germany-tourism.de), che deve finire rigorosamente prima di mezzanotte. si prepara un piatto di brodo di carne o pesce, semplice e leggero. Dopo la messa e la Krippenspiel, la rappresentazione della nascita di Gesù da parte dei bambini, si fa ancora un piccolo e veloce spuntino ma la vera festa comincia a mezzogiorno del 25 con un ricco menu a base di oca o anatra arrosto, accompagnate da un passato speziato di mele. Sono i dolci i veri protagonisti delle feste tedesche e tra tutti quelli più famosi sono il Lebkuchen, torta speziata al miele, e lo Stollen, originale di Dresda, un panetto a base di mandorle, frutta secca, canditi, uva sultanina e zucchero, la cui forma ricorda Gesù Bambino avvolto nelle fasce.

A differenza della Germania in Austria (www.vacanzeinaustria.com) si festeggia soprattutto la sera del 24 dicembre con una cena di magro. Nel menu sono d’obbligo la carpa fritta, specialità di Vienna, e una semplice zuppa come si usa nelle vallate alpine. Il pranzo del 25 dicembre, invece, è basato soprattutto su anatra e oca cotte al forno. Immancabili sono i dolci, alcuni dei quali vengono persino appesi sull’albero di Natale: biscotti alla cannella, alla vaniglia, al cocco, al cioccolato e alle mandorle, meringhe e montagne di frutta secca. Buonissimo è il Kletzenbrot, una specie di plumcake a base di frutta secca, tipico delle Alpi tirolesi.

© Copyright ANSA - Tutti i diritti riservati