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Borletti critica stop a limiti grandi navi a Venezia

Porto, serve via alternativa entro 2016

17 marzo, 19:37

Lo stop ai limiti al transito delle grandi navi nel bacino di San Marco "è un fatto grave per il presente ma soprattutto per il futuro della città di Venezia" afferma Ilaria Borletti, sottosegretario al Ministero dei Beni Culturali che spiega: "Per il presente perché di fatto blocca la riduzione del traffico delle navi da crociera per l'anno 2014 e sospende i limiti imposti dal Governo per l'anno 2015, ma anche e soprattutto per il futuro di una città, Venezia, per la quale evidentemente non si riesce a immaginare un modello di turismo diverso da quello che la sta di fatto distruggendo". Borletti si augura "che si possa, anche attraverso il dialogo e la mediazione tra istituzioni e Governo, individuare nei tempi richiesti dalla sentenza una via d'acqua alternativa al transito delle grandi navi nel Canale di San Marco e della Giudecca". "Rimane l'errore di visione e di programmazione che è stato compiuto a monte - conclude - gettando su Venezia un tipo di turismo assolutamente non compatibile con la specificità della città d'arte più importante al mondo: un patrimonio artistico e culturale non solo del nostro Paese ma di tutta l'umanità, che dopo la sentenza di oggi viene per l'ennesima volta minacciato".

"Stupisce la sentenza del Tar che impone lo stop ai limiti del governo alle grandi navi a Venezia: è una sconcertante vittoria di una potente lobby che grazie ad una discutibilissima decisione del tribunale è in grado di continuare ad anteporre le pretese delle compagnie crocieristiche alla difesa dell'interesse generale di Venezia e dei veneziani" dichiarano i coordinatori nazionali di Green Italia Fabio Granata e Monica Frassoni, annunciando che saranno "al fianco di ogni iniziativa che consenta innanzitutto il rispetto dei limiti già fissati dalla Capitaneria di Porto, e che si impegneranno nella battaglia di tutti coloro che si ribellano all'idea di Venezia ridotta a luna park di un turismo che giova solo alle compagnie crocieristiche e che aggredisce un luogo unico e pregiato". "Il Tar - continuano gli esponenti di Green Italia - ha accolto la tesi secondo cui i limiti imposti alla navigazione in Laguna erano solo motivi 'estetici', e non di sicurezza o ambientali. E' con tutta evidenza una affermazione inconcepibile, che non tiene conto di pareri di studiosi ed esperti illustri che nel corso degli anni hanno ripetutamente messo in guardia dai rischi che il territorio veneziano corre a causa dei grattacieli dei mari". La soluzione auspicabile per il turismo da crociera per Venezia, concludono, è di spostare l'home port "a Marghera, lontano dal nucleo fragile della città, evitando passaggio delle grandi navi all'interno del Canale della Giudecca e del bacino di San Marco e procedendo al recupero della zona industriale dopo gli anni di abbandono seguiti alla crisi della chimica".

La sospensiva del Tar "e' una decisione che non solo lascia interdetti ma che espone ad un rischio altissimo una citta' unica al mondo e che andrebbe salvaguardata dal transito di veri e propri condomini galleggianti" dice la coportavoce nazionale dei Verdi Luana Zanella che aggiunge: "le limitazioni al transito delle navi da crociera, tra l'altro richieste al governo italiano anche dall'Unesco, nascono dalla necessità di tutelare e salvaguardare una città unica al mondo e che rappresenta un patrimonio inestimabile e irripetibile per l'umanita'".

"Per questo noi Verdi, in attesa che si pronunci la magistratura amministrativa - rincara Zanella - chiediamo che il Governo intervenga subito con un decreto legge che stabilisca i limiti per l'accesso delle navi da crociera alla laguna perche' tutelare Venezia significa tutelare un patrimonio di tutti gli italiani''. Per i Verdi, "avere, di nuovo, palazzi galleggianti che manovrano nel bacino di San Marco semplicemente non e' accettabile: per questo insieme a tutti gli ecologisti saremo al fianco del Comune e di tutti i veneziani che si battono per tutelare la laguna".

Per l'Autorità portuale di Venezia, "la decisione del Tar non può, né deve, assolutamente distrarci, o peggio fermarci, dal voler trovare e realizzare entro il 2016 la via d'acqua alternativa per raggiungere la Marittima e ovviare al passaggio davanti S.Marco". "Il Governo, anche su suggerimento del Senato, si è dato 120 giorni di tempo per valutare il Contorta Sant'Angelo o la sua alternativa - si rileva - Se la decisione verrà presa entro questi termini, e non abbiamo motivo di dubitarne, la sentenza odierna verrà nei fatti positivamente superata dalla soluzione che metterà insieme la salvaguardia di San Marco e quella dell'eccellenza crocieristica veneziana".

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