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Ilva: Ronchi, misure dl sostengono e accelerano risanamento

Provvedimento pubblicato in Gazzetta Ufficiale

11 dicembre, 20:50
ROMA - "Spero che i suoi critici, ora che è pubblicato, leggano attentamente questo decreto che rende disponibili, in modo legittimo e logico, quindi anche costituzionale, risorse finanziarie necessarie al risanamento ambientale dell'Ilva". Lo ha dichiarato il sub-commissario dell'Ilva di Taranto, Edo Ronchi, commentando la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge 136 "Disposizioni urgenti dirette a fronteggiare emergenze ambientali e industriali e a favorire lo sviluppo delle aree interessate". Il sub-commissario Ilva si è soffermato sugli aspetti positivi del decreto, che "accelera le procedure chiarendo che le coperture enormi dei parchi che si devono realizzare sono volumi tecnici e, quindi, non devono attendere modifiche urbanistiche e dei piani regolatori per essere realizzate, che, inoltre, accelera le procedure per l'utilizzo delle aree interne non contaminate e che accelera i tempi per le valutazioni di assoggettabilità e di Via, senza minimamente toccare le tutele ambientali". Per quanto riguarda il transitorio, fino all'approvazione del piano ambientale, il decreto chiarisce cosa deve fare il commissario - ha spiegato Ronchi - e quali risultati deve garantire (almeno l'avvio del 70% delle misure Aia e assicurando che, per quanto dovuto all'Ilva, i parametri che misurano la qualità dell'aria esterna siano a norma).

Quanto alle sanzioni del Prefetto, ha proseguito Ronchi, "il decreto chiarisce che per le violazioni compiute prima del Commissariamento, paga il titolare o l'azionista di maggioranza, dopo paga l'Ilva commissariata nei casi delle violazioni previste. Infine sul rinvio di circa 60 giorni del piano ambientale, Ronchi ha osservato che "esso è reso necessario anche per includervi tutte le misure necessarie per completare l'Aia, producendo così un'accelerazione complessiva (prima si doveva attendere un'altra Aia per acque, rifiuti, rischi d'incidente e energia) fermo restando il termine finale di 36 mesi fissato dal precedente decreto che non cambia".

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