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Nucleare: domani la Cassazione decide sul referendum

Wwf presenta memoria: non vanificare spirito referendum

31 maggio, 18:13
Cassazione decide sul referendum sul nucleare Cassazione decide sul referendum sul nucleare

   Si deciderà domani il destino del referendum sul nucleare previsto per il 12 e 13 giugno prossimo. Sarà la Corte di Cassazione, infatti, a valutare se, alla luce della conversione del decreto-omnibus, che contiene nuove norme sulla produzione di energia nucleare, il quesito referendario, proposto dall'Idv, debba o meno essere sottoposto a consultazione popolare. Il collegio in Cassazione sarà composto da 17 giudici più il presidente, Antonino Elefante, e si riunirà domattina verso le 9. Non essendo stato presentato alcun ricorso all'indomani del varo del decreto omnibus, la Suprema Corte deciderà "per obbligo di legge" a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle nuove norme. Il Comitato per il Referendum sul Nucleare ha depositato una memoria sui quesiti referendari. Non é escluso che domani mattina all'apertura della riunione, le parti coinvolte, compresa la Presidenza del Consiglio, possano presentare anche altre memorie.

  Nella memoria inviata dal Wwf si sottolinea che  "ci sono numerose sentenze della Corte Costituzionale che non solo richiamano al rispetto dei principi ispiratori di coloro che hanno promosso i quesiti referendari, ma che censurano modifiche normative strumentali, per disattivare i referendum. Precedenti sentenze della Corte costituzionale - spiega l'associazione ambientalista - stabiliscono chiaramente che se l'intenzione del legislatore rispetto alla norma oggetto di referendum, rimane fondamentalmente identica la richiesta referendaria 'non puo' essere bloccata perché diversamente la sovranità del popolo verrebbe ridotta ad una mera apparenza".

   Il quesito proposto dall'Idv chiede di abrogare la norma (art.7, comma 1 lettera d) per la "realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare" contenuta nel decreto legge recante "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" firmato il 25 giugno 2008 e convertito in legge "con modificazioni" il 6 agosto dello stesso anno. Con il decreto omnibus, di fatto, sono state abrogate le norme che riguardano la realizzazione di impianti nucleari decise con la legge 99 del 2009 e si stabilisce che tra un anno il Governo vari una strategia energetica nazionale.

Tre sono le strade che potrà intraprendere domani la Suprema Corte: il collegio potrà decidere che il quesito non debba essere più sottoposto a referendum; che il quesito non è coinvolto dalla nuova legge e quindi, in questo caso il referendum si svolgerebbe regolarmente; infine, i giudici potrebbero stabilire che i quesiti vadano riformulati alla luce della nuova legge e sottoposti a consultazione popolare, nel qual caso verranno ristampate nuove schede per il 12 e 13 giugno, con un nuovo testo.

 

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