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Xylella: Legambiente, no distruzione ulivi

Ambientalisti, 'buone pratiche agricole e interventi mirati'

01 aprile, 12:50

 "Bloccare l'espansione di questa pandemia che sta distruggendo gli olivi del Salento è una priorità assoluta che non riguarda solo la Puglia, ma il territorio e l'economia nazionale e anche l'area Mediterranea": lo sostiene Legambiente Puglia che chiede al Ministero delle Politiche Agricole e a tutte le regioni olivicole italiane di "adottare misure urgenti per prevenire il rischio di propagazione sui loro territori del batterio killer, Xylella fastidiosa, ormai comprovato dal gruppi di ricerca di Bari come principale causa della moria degli olivi". Legambiente sottolinea, in particolare, la necessità che vengano messe in campo "buone pratiche agricole e interventi mirati". "La sua ulteriore diffusione, che potrebbe anche compromettere il territorio barese, con una superficie a uliveto maggiore di quella delle altre province, rappresenterebbe un danno incalcolabile non solo per l'olivicoltura pugliese e italiana, ma anche per la biodiversità, per il paesaggio e per l'attività turistica di vasti territori", sottolineano Vittorio Cogliati Dezza e Francesco Tarantini, rispettivamente presidente nazionale di Legambiente e presidente di Legambiente Puglia.

"Le drastiche prescrizioni della Commissione Europea, recepite a livello ministeriale e regionale, basate su vasti interventi di abbattimento degli ulivi e su massicci interventi fitosanitari, comportano il rischio - secondo Legambiente - di desertificare o di deprivare fortemente zone di grande bellezza, senza peraltro fornire garanzie di pieno successo nella lotta ai patogeni presenti nel Salento".

Legambiente ha istituito un gruppo di lavoro nazionale per sviluppare proposte di interventi "in grado di minimizzare l'impatto ambientale delle misure adottate o da adottare e, tendenzialmente, di offrire un contributo per contemperare le contrastanti esigenze tra eradicazione dei patogeni e tutela dell'ambiente e del paesaggio".

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