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Pesca sportiva in Mediterraneo più dannosa di quanto pensato

Pochi pesci rigettati in mare, pericoli anche da attrezzatura

12 gennaio, 16:56
(ANSA) - ROMA, 12 GEN - La pesca sportiva nel Mediterraneo potrebbe essere più dannosa di quanto pensato. Lo sostiene una ricerca dell'Università di Girona e pubblicata su Reviews in Fisheries Science & Aquaculture, che invita a maggiori controlli su questa pratica.

I ricercatori hanno valutato l'impatto nel mare Nostrum delle diverse tecniche utilizzate: dalle esche esotiche alla pesca di fondo, valutando anche l'impatto dei diversi tipi di pesca: quella dalle barche, dalla riva o subacquea. E hanno scoperto che i pesci catturati con la pesca sportiva nel Mediterraneo rappresentano tra il 10 e il 50% del totale delle pesca su piccola scala (escludendo la pesca a strascico). Gli studiosi sottolineano poi che nel Mediterraneo, la pratica del 'catch and realease' (letteralmente 'cattura e rilascia', che prevede di rigettare il pesce in mare) non è "affatto popolare tra i pescatori"; per gli scienziati, il rilascio avviene soprattutto quando le specie catturate non sono desiderate o sono considerate scarti perché troppe piccole. Il team ha dimostrato che vengono pescate in media 46 specie diverse; i pescatori sportivi, inoltre, hanno catturato 45 specie erano specie vulnerabili. La ricerca si sofferma anche sull'impatto sull'ecosistema di esche esotiche o la perdita dell'attrezzatura da pesca. Secondo Toni Font, autore principale dello studio, le prime potrebbero diffondere virus nei pesci, mentre il piombo dell'attrezzatura "ha proprietà tossiche che possono colpire gli organismi marini e gli uccelli marini".(ANSA).

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