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Orso ucciso da fucilata: indagato, sono stato io

Plantigrado colpito alle spalle da cinque pallettoni

19 settembre, 18:29
Orso ucciso da fucilata: indagato, sono stato io Orso ucciso da fucilata: indagato, sono stato io

"Sì sono stato io". Avrebbe ammesso la propria responsabilità l'operaio di Pettorano sul Gizio indagato per aver sparato con una fucilata all'orso marsicano ritrovato morto venerdì scorso. È quanto si è appreso in ambiente giudiziario. Il plantigrado è stato colpito alle spalle da cinque pallettoni. "Sono uscito con il fucile per difendere la mia famiglia poi quando mi sono trovato davanti l'orso ho avuto paura e indietreggiando mi è partito un colpo. Non pensavo di averlo colpito poi quando lo hanno ritrovato ho capito che il colpevole ero io". Questo un passaggio delle dichiarazioni spontanee rese da A.C., 61 anni, assistito dal suo avvocato Valentino Zurlo, davanti al procuratore della Repubblica del Tribunale di Sulmona, Aura Scarsella, e ai vertici del Corpo forestale dell'Aquila che hanno condotto le indagini sull'orso trovato morto lo scorso venerdì 12 settembre sul ciglio di una pista ciclabile di Pettorano sul Gizio (L'Aquila).

La versione del colpo di arma da fuoco "fortuito", sottolinea il Corpo Forestale, "dovrà essere confrontato con il quadro probatorio ricostruito dalla polizia giudiziaria". Il colpo, ricostruisce la Forestale, è stato esploso nella notte dell'11 settembre. La stessa notte, intorno alle 2.30, secondo il racconto che ha reso l'uomo alla stampa la mattina subito dopo il fatto, allertato da rumori nel pollaio, è uscito di casa per controllare e si è trovato a tu per tu con l'orso. In seguito il 61enne aveva dichiarato di essersi ferito cadendo all'indietro e perdendo i sensi e andando a farsi medicare al pronto soccorso dell'ospedale di Sulmona.

 

Lav, soddisfazione per le indagini

Soddisfazione per l'indagine sull'uccisione dell'orso avvenuta venerdì scorso, ma Governo e Parlamento "integrino la legge per prevenire la reiterazione del reato". È quanto chiede la Lega antivivisezione (Lav) commentando gli sviluppi delle indagini condotte dal Corpo Forestale dello Stato in Abruzzo. Il Prefetto dell'Aquila "revochi immediatamente la licenza di caccia e il porto d'armi all'indagato" e, ha auspicato la Lav, "Governo e Parlamento integrino la Legge 189 del 2004 prevedendo l'applicazione delle misure cautelari personali fondamentali per chi si macchia di tali delitti al fine di non farli reiterare".

L'associazione animalista, in conclusione, ha espresso la speranza che "la Procura della Repubblica di Sulmona contesti all'uccisore dell'orso non solo il reato di animalicidio, ma anche il furto venatorio e la distruzione di specie protetta". 

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