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Bandiere nere ai 'pirati' delle Alpi

Campagna Legambiente, al top Lombardia e Friuli

25 luglio, 19:20

ROMA - Sono i nemici della montagna, ovvero le bandiere nere di Legambiente agli "speculatori" della natura dell'arco alpino. L'associazione ambientalista divide i cattivi dai buoni e con la Carovana delle Alpi 2013 assegna 11 bandiere nere, che vedono in testa Fruili Venezia Giulia e Lombardia, e 7 bandiere verdi per le buone pratiche.

La campagna di Legambiente fa il 'tagliando' allo stato di salute delle Alpi. Anche quest'anno vengono individuati i 'pirati' della montagna a causa di una "visione distorta della valorizzazione turistica del territorio" che favorisce "la speculazione in nome del turismo e apre alla cementificazione". Le bandiere nere sono in tutto 11: 3 vanno in Friuli Venezia Giulia e Lombardia, 2 in Piemonte, 1 in Veneto, Trentino e Valle d'Aosta. Tra le bandiere nere, c'è per esempio quella assegnata agli organizzatori del Giro d'Italia per l'abbattimento di alberi sull'Altopiano del Montasio in Friuli Venezia Giulia.

Non mancano però le buone pratiche, vincitrici delle 7 bandiere verdi, grazie ai modelli di alcuni comuni, aziende, e associazioni: 2 in Friuli Venezia Giulia, 1 in Veneto, Trentino, Lombardia, Piemonte e Valle d'Aosta. Tutti casi che mettono in risalto il "paradiso di bellezza e di biodiversità" delle Alpi difendendone e valorizzandone il "patrimonio", "reinterpretando la tradizione agricola e scoprendo soluzioni ecocompatibili il patrimonio forestale locale". Uno di questi casi è in Valle d'Aosta, dove l'associazione Vallevirtuosa e comunità valdostana ha ricevuto la bandiera verde per la vittoria referendaria contro la costruzione di un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti in un ambiente di montagna.

"La fotografia scattata - dichiara Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente - dimostra che c'è ancora molto da fare per la tutela delle Alpi. Serve infatti una maggiore difesa e valorizzazione di questo splendido territorio. Investire sull'ambiente alpino significa dare impulso all'economia locale, creare occupazione e creare le condizioni per migliorare la possibilità di 'abitare' la montagna". Per Legambiente, dice Vanda Bonardo, responsabile Alpi di Legambiente, "l'ambiente montano" viene interpretato "come un laboratorio naturale", dove si trovano "ecosistemi rari e fragili. Anche il ritorno di alcuni grandi predatori va inteso in questa prospettiva e perciò governato attraverso seri piani di azione".

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