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A Roma il museo del crimine ambientale

Unico in Europa per sensibilizzare su commercio illegale fauna

18 gennaio, 18:36
il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa, ed il Capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone alla presentazione del Museo Permanente del Crimine Ambientale il Presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccìa, ed il Capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone alla presentazione del Museo Permanente del Crimine Ambientale

ROMA - Sorgera' al Bioparco di Roma il primo Museo Permanente del Crimine Ambientale, unico in Europa, con l'obiettivo di sensibilizzare il grande pubblico sul commercio illegale di fauna e flora in via d'estinzione. Lo annunciano il presidente della Fondazione Bioparco di Roma, Federico Coccia, e il capo del Corpo Forestale dello Stato, Cesare Patrone.

Il museo, realizzato grazie alla collaborazione con il Corpo Forestale dello Stato, esporra' avorio grezzo e lavorato, monili, souvenir, conchiglie, carapaci di tartarughe, pelli, coralli e farmaci della medicina tradizionale cinese, realizzati con parti di animali protetti e tutelati dalla Convenzione Internazionale di Washington (Cites), che regola il commercio delle specie protette. Tutti reperti che derivano dalle operazioni di polizia giudiziaria effettuate dal personale del Sevizio Cites del Corpo forestale dello Stato, sia sul territorio nazionale che internazionale e che costituiscono una testimonianza dei moventi e delle modalita' relative ai crimini perpetrati contro la conservazione della fauna selvatica, in varie parti del mondo.

Si stima che attualmente siano conservati dal Corpo forestale dello Stato, oltre 71mila reperti. L'Italia rappresenta, infatti, uno dei piu' importanti mercati di prodotti ed articoli derivati da specie animali e vegetali, il cui giro di affari, a livello internazionale, e' stimato nell'ordine di 260 miliardi di euro l'anno. Solo nel 2011 sono stati effettuati 59.665 accertamenti, di cui 58.091 verifiche in ambito doganale e 1.574 controlli sul territorio nazionale e posti sotto sequestro ben 1.233 animali vivi, tra cui grandi felini, scimmie, pappagalli, rapaci rari, pitoni, testuggini e coralli.

''Il progetto di un Museo del Crimine Ambientale costituisce un'occasione unica - dichiara Patrone - che offrira' ai cittadini tutte le informazioni necessarie per comprendere l'importanza della conservazione e della tutela della biodiversita' planetaria e nazionale''. ''I danni provocati all'ambiente e alla biodiversita' dalle organizzazioni criminali sono di dimensioni incredibili - aggiunge Coccia - per questo l'educazione del pubblico e, in particolare delle giovani generazioni, e' fondamentale''.

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