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Fornero,Amianto emergenza nazionale,50% tumori in 3 Regioni

Dopo 10 anni mappa siti incompleta, mancano Calabria e Sicilia

15 gennaio, 20:59
Il ministro del Welfare, Elsa Fornero Il ministro del Welfare, Elsa Fornero

(Dell'inviata Stefania De Francesco)

VENEZIA - L'amianto ''e' un problema alla stregua di un'emergenza nazionale'' ma ''il governo ha molti vincoli nella sua azione, norme e finanza pubblica molto strette''. A rilanciare il problema risorse, dopo i colleghi Balduzzi (Salute) e Clini (Ambiente), e' stata oggi il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, intervenuta alla seconda conferenza governativa sull'amianto a Venezia.

In 15 anni (dal 1993 al 2008), secondo quanto emerso dal Registro nazionale dei tumori da esposizione all'amianto, sono quasi 16 mila i casi rilevati in Italia di cui il 50% e' concentrato fra Piemonte (18%), Lombardia (17,7%) e Liguria (12%). Nel 93% dei casi il tumore ha colpito la pleura (per inalazione delle fibre).

I siti contaminati e da bonificare in Italia sono 34 mila (di cui 380 'molto rischiosi') fra cui scuole, ospedali, case di cura e di riposo. Ma la mappa e' incompleta. A dieci anni dalla richiesta del ministero dell'Ambiente alle regioni c'e' ancora il 'black out' da parte di Calabria e Sicilia. ''Non si possono piu' accettare ritardi per la mappatura ne' per le opere di bonifica'' ha sottolineato Fornero davanti ad una platea in cui erano presenti anche persone che direttamente hanno subito danni dall'esposizione all'amianto, o che hanno familiari colpiti da tumore per colpa dell'amianto.

Quanto agli impianti di smaltimento, una ricerca dell'Inail ne ha rilevati 73 in Italia di cui solo 22 in esercizio. E lo spazio residuo per accogliere in futuro i rifiuti di amianto friabile, cioe' pericoloso, e' insufficiente per il fabbisogno nazionale.

Con provvedimenti di 'somma urgenza' anche da parte degli enti locali - secondo il ministero dell'Ambiente - si possono aprire subito i cantieri per la bonifica dei siti piu' contaminati ma il problema resta lo smaltimento che oggi in parte viene fatto in Germania (che e' oneroso, oltre al fatto che non ne vuole ricevere piu'), provocando inquinamento anche lungo il percorso.

''Anche l'amianto e' una forma di debito verso le generazioni future, non meno del debito pubblico'' ha sottolineato Fornero secondo cui la vicenda dell'amianto ''e' l'emblema di un modo di produrre delle societa' avanzate. Scelte che sono buone oggi possono avere effetti devastanti nel lungo periodo se non sono guidate da lungimiranza e coerenza temporale'', ha detto ricordando come agli inizi l'amianto fu considerato positivamente per i suoi vantaggi ma nel tempo si e' rivelato nocivo. L'Italia e' stata fino agli anni '90 tra i maggiori produttori mondiali di amianto, ma visti gli effetti nocivi e' stato bandito nel 1992.

L'amianto rappresenta il 50% dei casi di tumori occupazionali e ha un periodo di latenza di 30-40 anni, dice uno studio dell'Inail, e il picco e' atteso tra il 2015 e il 2025.

''Anche in un periodo di grave crisi ci si chiede se salvare il lavoro o la salute. Ma non e' un'alternativa accettabile: bisogna salvare il lavoro, ma non a scapito della salute''. La sicurezza e la salute sui luoghi di lavoro ''non sono un costo ma un fattore produttivo che aiuta la sostenibilita' e la redditivita' delle imprese''.

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