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Ilva: dati choc su tumori da amianto

Ambientalisti, +10% decessi

05 novembre, 12:49
Veduta esterna dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto Veduta esterna dello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto

ROMA - Per i tumori del fegato e dei polmoni in provincia di Taranto nel 2003/2008 lo studio del progetto 'Sentieri' ha rilevato un +24 per cento, per i linfomi +38 per cento, per i mesoteliomi +306 per cento. Sono dati forniti dal presidente dei Verdi, Angelo Bonelli, e dal presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti.

AMBIENTALISTI, A TARANTO +10% DECESSI, 12% PER TUMORI  - "Dai dati relativi al periodo 2003/2008 si rileva un aumento del 10% dei decessi nei Comuni di Taranto e Statte per tutte le cause e del 12% per tutti i tumori". Lo hanno detto a Taranto il presidente nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli, e il presidente di Peacelink Taranto, Alessandro Marescotti, illustrando i dati del progetto Sentieri dell'Istituto superiore della sanità e di altri centri di ricerca

 

CLINI, NO MISURE FISCALI AD HOC MA INCENTIVI RICERCA - "Di misure fiscali ad hoc per Taranto sicuramente non ne abbiamo in mente. Invece misure di incentivazione e di investimenti in ricerca e innovazione sì, e queste possono essere riferite anche agli investimenti che Ilva vorrà ancora fare". Lo ha spiegato il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, interpellato a Milano, a margine della firma di un accordo con la maison Gucci, circa il piano presentato dal presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante

 

Sì dell'Aula della Camera al decreto legge sull'Ilva di Taranto. Il testo, approvato a Montecitorio con 430 sì, 49 no e sette astenuti, passa al Senato. Contro il provvedimento hanno votato solo i deputati della Lega, i radicali si sono astenuti.

Il presidente dell'Ilva Bruno Ferrante ha depositato alla Procura della Repubblica di Taranto un piano di interventi immediati di risanamento degli impianti dell'area a caldo sotto sequestro.

Ferrante ha depositato in Procura anche una istanza nella quale si chiede se l'azienda può continuare a produrre, sempre rimanendo in linea con quanto stabilito dal tribunale del riesame che ha confermato il sequestro senza facoltà d'uso degli impianti.

Nel suo piano l'Ilva prevede di coprire i depositi di minerali, considerati tra le fonti prime d'inquinamento a Taranto. La società Paul Wurth è stata incaricata di presentare un sistema per la copertura dei parchi minerari. Gli interventi previsti nei parchi minerali, specifica l'azienda, dovrebbero ridurre le polveri del 70-90%. La società Paul Wurth è leader mondiale nella progettazione di impianti siderurgici.

Prevede investimenti per 400 milioni di euro circa il piano di interventi immediati redatto dall'Ilva e consegnato oggi da Ferrante in procura. La cifra è quella già resa nota ieri dal ministro Corrado Clini.

"Ci auguriamo che il piano e l'istanza vengano valutati positivamente dalla procura e dai magistrati", ha detto Ferrante. "Chiediamo di attuare - ha aggiunto - le decisioni del tribunale del riesame e quindi di seguire la strada che il tribunale del riesame ci ha indicato".

I provvedimenti annunciati ieri dai custodi giudiziari dell'Ilva non implicano la chiusura dello stabilimento: lo ha detto il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. "Non siamo di fronte alla chiusura ma ad un passaggio del risanamento - ha aggiunto - e mi auguro che con le iniziative del ministero, dei giudici e dell'azienda, si costruisca un percorso concreto. Ho parlato a lungo in modo costruttivo stamattina con il procuratore capo di Taranto".

All'Ilva "è stimabile che servano almeno 3-4 anni pieni per completare tutti gli interventi", ha sottolineato Clini. "Sono interventi imponenti - ha spiegato il ministro - che devono cambiare non solo la pelle ma l'attuale cuore dell'impianto industriale di Taranto".

"Non posso pensare che l'Ilva chiuda. Se ciò accadesse, chiuderebbe mezzo Paese", ha affermato il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri, oggi a Genova. "Il problema va affrontato con impegno - ha aggiunto - garantendo il lavoro".

"Allo stato attuale c'é un provvedimento che esclude qualsiasi uso degli impianti ai fini produttivi e dunque noi dobbiamo eseguirlo. Se ci saranno istanze, richieste" da parte dell'azienda "sarà il giudice competente a valutare e decidere". Così il procuratore capo di Taranto Franco Sebastio nel corso di un'audizione in Commissione Ecomafie alla Camera. Le indagini non sono ancora concluse, ha ribadito Sebastio ricordando che sono ben 150 le denunce arrivate alla Procura, tra cui una del sindaco "molto circostanziata", due anni fa. Non possiamo escludere che a parte questi reati di pericolo, e cioé l'inquinamento, il prosieguo delle indagini possano evidenziare anche reati di danno".

"Il presupposto per la bonifica del territorio" di Taranto "é che si sia posta fine alla fonte dell'inquinamento". Sebastio sottolinea che "lo stato non può finanziare il rifacimento degli impianti". Se lo facesse, aggiunge, "non solo andrebbe contro quanto previsto dalla Corte dei Conti ma commetterebbe anche un'infrazione alla legislazione della Ue".

I nuovi dati sulla mortalita' nel sito dell'Ilva di Taranto saranno resi noti il 12 ottobre. Lo ha affermato il ministro della Salute, Renato Balduzzi, arrivando alla conferenza di presentazione del progetto Sentieri. ''Stiamo attendendo conferme relative a tre profili - ha affermato Balduzzi - La prima e' che su un arco di 12 anni c'e' una variazione dell'esposizione per alcune patologie. Inoltre stiamo elaborando i risultati di un monitoraggio biologico per valutare una criticita' relativa ai prodotti caseari. Infine, saranno presentati i risultati di uno studio nazionale sull'inquinamento dei mitili. Tutti questi dati - ha concluso il ministro - dovrebbero essere presentati il 12 ottobre''.

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