Percorso:ANSA > Ambiente&Energia > Istituzioni e UE > Rio+20: Unep, boom pil a scapito risorse, ecco nuovo indice

Rio+20: Unep, boom pil a scapito risorse, ecco nuovo indice

Si tratta dell'Iwi, Inclusive Wealth Index

18 giugno, 09:22
(ANSA) - ROMA, 17 GIU - Quella del mondo per il Pil e' 'una fissazione', che se lasciata da parte mostrerebbe un pianeta dove le crescite a due cifre dell'economia sono ottenute depredando risorse naturali, dagli alberi ai combustibili fossili. Come molti economisti stanno cercando di fare, anche l'Unep, l'agenzia Onu per l'ambiente, ha sviluppato un indice che vada oltre il semplice prodotto interno lordo: l'Inclusive Wealth Index (Iwi) e' stato presentato oggi in Brasile, in occasione della conferenza Rio+20, insieme a un rapporto che 'smaschera' i 20 Stati che sono cresciuti di piu' negli ultimi anni, ma solo con le unita' di misura 'tradizionali'.

Il documento prende in esame i dati dei paesi, fra cui non c'e' l'Italia, tra il 1990 e il 2008, confrontando la crescita del Pil con quella misurata secondo il nuovo indice, che tiene conto di vari fattori tra cui appunto l'uso delle risorse o il benessere percepito dei cittadini. L'analisi mostra chiaramente ad esempio che il Sud Africa ha ridotto le risorse naturali pro-capite del 33% nel periodo considerato, il Brasile del 25%, gli Usa del 20% e la Cina del 17%. Solo il Giappone fra i pesi presi in considerazione ha aumentato il proprio 'capitale naturale' grazie a nuove foreste. Gli straordinari avanzamenti del Pil, del 422% in Cina, del 37% negli Usa, del 31% del Brasile e del 24% del Sud Africa con l'indice Iwi sono quindi rivisti al ribasso: il colosso asiatico e quello sudamericano ad esempio risultano in salita solo del 45% e del 18%, mentre gli Stati Uniti del 13%: "La Conferenza di Rio e' un'ottima occasione per smettere di considerare il Pil come l'unica misura della prosperita' di un paese, perche' trascura i principali indici di benessere delle persone, oltre allo stato delle risorse naturali di un paese - afferma il direttore esecutivo dell'Unep Achim Steiner - l'Iwi e' fra le possibili alternative che i leader mondiali potrebbero prendere in considerazione".

I paesi presi in considerazione rappresentano il 56% della popolazione mondiale e il 72% del Pil, e sono stati scelti tra economie ad alto, medio e basso reddito. Diciannove paesi su 20 mostrano un declino delle risorse naturali, mentre sei fra cui la Russia hanno un Iwi negativo, che indica che lo sfruttamento delle risorse non e' neppure andato a vantaggio del benessere dei cittadini. La 'classifica' in base alla variazione annua dell'Iwi vede in testa la Cina, seguita da Germania e Francia, che hanno un aumento contenuto del Pil ma un alto benessere dei cittadini, mentre agli ultimi posti ci sono Arabia Saudita e Nigeria: "Anche se la maggior parte delle economie analizzate, e in generale il mondo, hanno avuto tassi di crescita positivi negli ultimi anni - sottolinea Pablo Munoz, direttore scientifico del rapporto - uno sguardo piu' ampio indica che questo e' avvenuto ad un prezzo molto alto, di cui si dovrebbe tenere conto nel bilancio dei singoli Stati".(ANSA).

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA