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I vestiti costano cari all'ambiente, 3 euro per una t-shirt

Studio danese calcola impatto produzione per acqua,energia e CO2

21 ottobre, 14:48

Oltre a quello riportato sul cartellino, i capi d'abbigliamento hanno anche un altro prezzo: quello ambientale. A calcolarlo, nel dettaglio, è un rapporto dell'Agenzia danese per la protezione ambientale, secondo cui una semplice t-shirt di cotone costa 22 corone, 2,95 euro, in termini di acqua, fertilizzanti ed energia necessari a produrla.

Ecco perché, dice il governo danese, occorrerebbe evitare l'usa e getta dei vestiti, puntando sul riciclo e su capi di qualità, più duraturi.

Stando all'indagine, presentata in occasione del forum 'Global Green Growth' che si chiude oggi a Copenaghen, i danesi consumano in media 16 kg di vestiti all'anno, pari a un costo ambientale di oltre 3 miliardi di corone, 400 milioni di euro.

''Tutto, dall'enorme quantità di pesticidi e acqua usati nei campi di cotone fino alle emissioni di CO2 per la produzione di cuoio e chiusure lampo, ha un impatto negativo sull'ambiente'', ha detto il ministro dell'Ambiente danese, Kirsten Brosbol. L'83% dei capi d'abbigliamento acquistati in Danimarca vengono prodotti fuori dai confini nazionali. L'impatto maggiore ricade quindi su altri Paesi, in primis Cina, India e Turchia.

Tuttavia, prosegue Brosbol, ''anche se quasi tutti nostri vestiti sono prodotti all'estero, abbiamo una responsabilità''.

Per questo il ministero sta lavorando a una strategia volta a cambiare le abitudini dei cittadini, che sono spesso all'insegna dello spreco anche nell'abbigliamento. ''Tutti noi possiamo fare qualcosa per proteggere l'ambiente'', ha evidenziato Brosbol.

''Ad esempio possiamo comprare capi di qualità, che durano più a lungo, e dare i nostri vestiti ad altre persone invece di gettarli via quando ci hanno stancato''. 

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