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La casa del futuro e' in terra cruda e lana

Premiata a Roma innovazione sarda imprenditori bioedilizia

20 ottobre, 20:13
Editerra fibra di terra Editerra fibra di terra

(di Maria Grazia Marilotti) 

CAGLIARI - Case fresche d'estate e calde in inverno. Con la 'pelle' di terra cruda, il 'cuore' di lana di pecora sarda, paglia di grano e riso, un amalgama di eccedenze offerte dalla natura. E su tutto i caldi raggi del sole di Sardegna. Sono gli ingredienti base per 'abitare crudo', per vivere sani e salvare l'ambiente. Costruzioni sorte senza utilizzare i derivati del petrolio, sostenere costi energetici e soprattutto devastare montagne e boschi per ricavare il materiale necessario per realizzarle. E' la neonata fibra di terra, l'intelligente innovazione green, "La casa verde Co2.0", targata Editerra edilana & Polo produttivo per la Bioedilizia.
 
Una formula ecosostenibile e etica per costruire case autosufficienti e indipendenti dal punto di vista energetico, ma anche utilizzabile per design di interni e imballaggi. Ideato e realizzato senza nessun finanziamento di denaro pubblico, ha le sue radici nel mattone tradizionale di ladiri, ma è superiore per efficienza energetica, inerzia termica e rendimento termico. Questa piccola rivoluzione tecnologica dell'abitare sostenibile e crudo è tutta made in Sardegna, la regione europea con il più alto patrimonio abitativo in terra cruda.

E' stato giudicato il miglior prodotto-progetto di impresa italiana. Il premio assegnato dalla Presidenza della Repubblica per il Sustainability International Forum 2012 e' stato consegnato a Roma nel corso della Conferenza internazionale sullo sviluppo sostenibile. Una due giorni organizzata da Enea, Ente per le nuove tecnologie, l'energia e l'ambiente, Presidenza del Consiglio e ministeri dell'Ambiente e dello Sviluppo economico, apertasi ieri con l'intervento del ministro Corrado Clini. A ricevere l'attestato, la coordinatrice del progetto, la cagliaritana Daniela Ducato, già premiata nel campo della green economy. Un altro premio invece sarà consegnato al miglior progetto di un giovane imprenditore italiano.
 
La ricerca sulla terra cruda è stata guidata dal giovane ingegnere ambientale Giampietro Tronci, del polo ricercatori Barega, e concretizzata dalla realtà produttiva della bioedilizia, TerraMamma. "Dedico il premio alla mia regione, la Sardegna - sottolinea la Ducato - perché sia un invito a non spendere più tanti denari pubblici per progetti simili che in questo momento stanno costando non meno di 4 milioni di euro. Le cose si possono fare con ricchezze più importanti per chi fa impresa, ovvero l'ascolto e i tavoli con le istituzioni. Purtroppo l'inventario di risorse e intelligenze locali manca totalmente nelle agende politiche".

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