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Castellari, accordo Usa-Cina importante passo politico

Ma ancora insufficiente per evitare disastri ambientali

12 novembre, 21:25
Castellari, accordo Usa-Cina importante passo politico ma ancora insufficiente Castellari, accordo Usa-Cina importante passo politico ma ancora insufficiente

di Stefania De Francesco
"Un passo avanti dal punto di vista politico ma non ancora sufficiente per il nostro sistema climatico. Ci vuole più ambizione ed è auspicabile uno sforzo maggiore entro la fine del 2015 per l'accordo globale sulla riduzione dei gas serra". E' in sintesi il commento dello scienziato esperto di clima Sergio Castellari, del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, sull'accordo fra Usa e Cina sulla riduzione di inquinanti. Rappresentante per l'Italia fra gli scienziati che hanno partecipato su mandato dell'Onu alla stesura dell'ultimo rapporto dell'Ipcc (il gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici), Castellari - interpellato dall'ANSA - osserva che l'accordo "fra i due Paesi che emettono più gas serra al mondo, cioè il 42% delle emissioni totali di anidride carbonica (28% Cina e 14% Usa) a livello politico è positivo. L'impegno reale per un taglio delle emissioni di carbonio però non porterà a contenere l'aumento della temperatura globale entro i due gradi centigradi" rispetto all'era preindustriale, come indicato "chiaramente dal mondo scientifico per evitare l'ulteriore riscaldamento globale e conseguenti disastri ambientali".

In particolare, "la riduzione del 26-28% da parte degli Usa rispetto al 2005 nel 2025 - spiega Castellari - equivale in realtà ad un taglio circa del 15-16% rispetto al 1990. Quindi l'impegno degli Usa è inferiore a quello dell'Ue rispetto al 2020 e meno della metà rispetto al 2030. Da parte sua, la Cina cercherà di ridurre l'intensità di carbonio per Pil, aumentando la produzione di energia da fonti rinnovabili al 20% entro il 2030 e provando a raggiungere il picco delle sue emissioni di CO2 intorno al 2030. Ma essendo un Paese economicamente in crescita le emissioni di carbonio potrebbero aumentare".

Quanto all'impegno dell'Europa (che produce il 10% dei gas serra sul totale) di riduzione del 40% di CO2 entro il 2030, di portare al 27% la quota di rinnovabili e al 27% l'efficienza energetica, ad avviso di Castellari "si può sempre pensare di fare di più ma ad oggi è un buon impegno rispetto ad altri Paesi industrializzati. Il mondo scientifico ha dato un chiarissimo messaggio ai decisori politici" con l'ultimo rapporto dell'Ipcc (il più completo dal 2007 ad oggi) che ha lanciato l'ultimo allarme indicando concentrazioni di gas serra nell'atmosfera ai più alti livelli in 800 mila anni e che resta poco tempo per riuscire a mantenere l'aumento della temperatura entro i 2 gradi rispetto al periodo preindustriale. E' necessario, quindi, "più ambizione - conclude Castellari - ed è auspicabile che anche altri Paesi economicamente emergenti, come ad esempio l'India, mostrino impegni di riduzione di CO2, impiego di rinnovabili ed efficienza energetica tali da indurre" altri grandi inquinatori "a seguirli in modo che si arrivi nel dicembre 2015 alla Cop 21 di Parigi ad un accordo globale sulla riduzione dei gas serra che blocchi il riscaldamento globale".

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