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Clima:Castellari,fare presto e puntare su rinnovabili

Poco spazio per agire,continuare così porterà a società in crisi

03 novembre, 17:38
Clima:Castellari,fare presto e puntare su rinnovabili Clima:Castellari,fare presto e puntare su rinnovabili

Abbiamo poco spazio di manovra e soprattutto poco tempo per agire contro i cambiamenti climatici. E la soluzione principale per la riduzione delle emissioni è nel percorrere la strada delle rinnovabili e dell'efficienza energetica. Lo afferma Sergio Castellari, scienziato del Centro Euromediterraneo sui cambiamenti climatici (Cmcc) e focal point dell'Ipcc (Intergovernmental Panel on Climate Change), gli esperti che studiano il clima su mandato delle Nazioni Unite e che da Copenaghen hanno reso pubblico la sintesi al Quinto rapporto di valutazione, in messaggio in cui hanno 'spremuto' e 'integrato' i risultati per offrire un quadro sullo stato ai decisori politici, tenendo presente che tra pochi giorni ci sarà la Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici a Lima e che in quella di Parigi nel 2015 si dovrebbe raggiungere un accordo globale.

"Questo report è il più rilevante per i politici - spiega Castellari - perché raccoglie insieme quanto contenuto negli altri report di quest'ultima valutazione con le politiche di mitigazione e di adattamento. Tra l'altro, si focalizza molto sulle energie rinnovabili. Si ragiona sulle emissioni accumulate: siamo già arrivati a circa 2.000 Giga tonnellate di CO2 rispetto all'era preindustriale, e se vogliamo mantenere la temperatura media globale entro i 2 gradi di aumento non dobbiamo andare oltre le 2.900 Giga tonnellate. Per questo abbiamo poco spazio, meno di un terzo". "Dobbiamo ridurre al massimo le emissioni - osserva Castellari - il messaggio politico è molto chiaro: agire velocemente e prendere provvedimenti nei prossimi 10 anni, altrimenti a fine secolo potremmo ritrovarci con più 3 gradi. L'unica maniera è puntare sulle tecnologie 'carbon free', rinnovabili ed efficienza energetica; mentre la geoingegneria può aspettare così come le tecniche di stoccaggio, che sono ancora un po' indietro e hanno costi e rischi molto alti". "Negli ultimi anni, nonostante Kyoto e la sensibilità di molti Paesi come l'Europa per esempio, le emissioni sono cresciute - rileva l'esperto - anzi rispetto al precedente report (il Quarto, ndr) c'è stata un'accelerazione delle emissioni. L'Ipcc mostra in modo chiaro le opzioni ai decisori su cosa fare per l'adattamento e per la mitigazione; più tardi ci si muove e più alti saranno i costi, anche perché andare avanti con i combustibili fossili porterà a una società che andrà in crisi economica, con un aumento dei costi per l'energia e per la salute".

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