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Salvare gli oceani, ultima sfida amministrazione Obama

Kerry a comunità internazionale, è responsabilità comune

17 giugno, 18:07

Salvare gli oceani: e' l'ultima sfida dell'amministrazione Obama che - nonostante sia alle prese con le crisi in Iraq o in Ucraina - non molla sulle priorità ambientali del suo programma, esortando la comunità internazionale a rafforzare le misure per la salvaguardia dei mari, sempre più minacciati dal surriscaldamento del clima, dall'inquinamento e dallo sfruttamento 'selvaggio' delle riserve di pesca.

A lanciare un accorato appello ai rappresentanti di piu' di 80 Paesi convenuti a Washington e' stato il segretario di Stato, John Kerry, che ha richiamato tutti - anche esperti e rappresentanti dell'industria - a una "responsabilità comune". E gli Usa vogliono dare l'esempio. Cosi' il presidente Obama si appresta ad annunciare l'estensione delle zone marine protette nelle acque degli Stati Uniti.

Ma quello che serve - ha auspicato Kerry - e' un vero e proprio piano d'azione a livello mondiale, fatto di misure e impegni concreti da parte di tutte le nazioni.

Del resto, dati alla mano, la situazione degli oceani e' preoccupante. E in tutto il mondo - ha sottolineato il capo della diplomazia Usa - si contano ormai almeno 500 "zone morte" dove la vita sottomarina e' del tuttoi scomparsa. Da qui il fenomeno dell'eccessivo sfruttamento delle aree di pesca, sempre piu' a rischio estinzione.

"Quella della protezione degli oceani e' una questione vitale, che riguarda anche la sicurezza, a partire da quella alimentare", ha detto Kerry nel corso della conferenza in corso a Washington, sottolineando come gli oceani aiutino a vivere il 12% della popolazione mondiale. "Circa tre miliardi di persone - ha ricordato il segretario di Stato - dipendono dalla pesca, che e' una fonte fondamentale di proteine".

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