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Gli oceani 'anemici' favoriscono il riscaldamento globale

Carenza di ferro limita il lavoro del plancton contro la CO2

09 giugno, 18:03
Mari 'anemici' potrebbero bloccare gli ingranaggi naturali che contrastano la crescita della CO2: la diminuzione di ferro nelle acque ridurrebbe infatti la crescita di plancton, i microrganismi capaci di 'sequestrare' anidride carbonica dall'atmosfera. A indicarlo è uno studio realizzato da ricercatori dell'Università di Edimburgo analizzando sedimenti di 26.000 anni fa in uno studio pubblicato su Nature Geoscience.

Studiando la 'storia' dello sviluppo del plancton, analizzando i sedimenti depositatisi negli ultimi 26mila anni sul fondo marino del golfo della California, i ricercatori britannici hanno scoperto che la capacità di questi microrganismi di assorbire CO2 sia cambiata nel tempo. I dati dimostrano infatti che i periodi più caldi hanno portato alla riduzione di questi microrganismi. Una scoperta preoccupante nell'ambito dei cambiamenti climatici in quanto il plancton svolge un ruolo fondamentale nell'assorbire CO2 dall'atmosfera per costruire i propri gusci calcarei e intrappolarlo, sotto forma di sedimenti, nei fondali oceanici.

Lo studio dimostrerebbe inoltre che la quantità di plancton sia stata collegata direttamente alla quantità di alcuni elementi, come silicio e ferro, presenti in acqua. "Era già noto - ha spiegato Laetitia Pichevin, uno delle responsabili dello studio - che il ferro fosse un nutriente fondamentale per il plancton, ma siamo rimasti sorpresi dai molti modi in cui il ferro influisca sulla CO2 assorbita dagli oceani. Se il riscaldamento climatico abbassasse i livelli di ferro presente sulla superficie dei mari, come già avvenuto in passato, sarebbe una brutta notizia per il nostro ambiente".

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