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Riscaldamento globale tingerà la Groenlandia di verde

Nel 2100 distese boschi al posto del ghiaccio

30 agosto, 14:10
I ghiacci della Groenlandia si sciolgono anche dal basso, per il calore che ricevono dal mantello terrestre (fonte: I.Sasgen, GFZ) I ghiacci della Groenlandia si sciolgono anche dal basso, per il calore che ricevono dal mantello terrestre (fonte: I.Sasgen, GFZ)
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(di Laura Giannoni)
ROMA - Non accadrà dall'oggi al domani ma la Groenlandia, entro il 2100, potrebbe tingersi di verde, con il ghiaccio che pian piano cede il posto ai boschi. A delineare questo scenario è uno studio internazionale che ha ipotizzato gli effetti del riscaldamento globale sui colori di questo grande pezzo di terra a cavallo del circolo polare artico.

Stando all'analisi pubblicata sulla rivista 'Philosophical Transaction of The Royal Society', la Groenlandia, ora occupata in buona parte da una calotta di ghiaccio, potrebbe in futuro essere ricoperta da distese boschive, almeno nella sua zona meridionale. Adesso sull'isola crescono solo quattro specie di alberi autoctoni, ma nei prossimi decenni ce ne saranno a decine.

''La Groenlandia ha il potenziale di diventare molto più verde'', spiega Jens-Christian Svenning dell'università danese di Aarhus. ''Le foreste costiere di conifere che oggi sono in Alaska e nel Canada occidentale, ad esempio, saranno in grado di prosperare su un'ampia parte dell'isola''.

Stando agli studiosi sono 44 le specie arboree che potrebbero trovare terreno fertile in Groenlandia. Alcune, in realtà, avrebbero già sull'isola le condizioni ideali. Il fatto che non siano ancora presenti, si legge nello studio, dipende in parte dalla lentezza con cui le foreste si espandono, e in parte dal fatto che la Groenlandia è molto isolata. In base alla simulazione, potrebbero volerci duemila anni prima che gli alberi autoctoni si diffondano in ogni area dell'isola in cui, nel 2100, il clima sarà favorevole al loro insediamento.

Nonostante questo limite, entro la fine del secolo alberi come la betulla artica potrebbero stabilirsi in quella parte di Groenlandia che è già ora libera dai ghiacci. Si tratta di un'area di 400mila km quadrati, quasi quanto l'intera Svizzera. Le ricadute positive non mancherebbero, dal business del legno alla caccia, dice Svenning, che tuttavia ammette anche qualche effetto collaterale soprattutto sulla flora e la fauna odierne.

Accanto alla minaccia per la biodiversità, c'è poi il rischio che l'uomo intervenga in modo improvvido. ''In futuro il suolo sarà molto più sensibile alle specie introdotte. Importare piante invasive - avverte Svenning - causerebbe uno sviluppo della natura molto caotico''. Al di là dei pericoli, però, resta comunque in piedi l'ipotesi di una Groenlandia - dallo scandinavo 'Groenland', Terra Verde - che potrebbe tornare, seppure tra un centinaio d'anni, a rispecchiare il proprio nome.

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