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Padre Zanotelli,acqua è affare di vita o morte

In Italia quadro grave. No alla privatizzazione

20 marzo, 20:45
PADRE ZANOTELLI, ACQUA NEL MONDO QUESTIONE DI VITA O MORTE PADRE ZANOTELLI, ACQUA NEL MONDO QUESTIONE DI VITA O MORTE

di Alessandro Danese
"L'acqua è una questione di vita o di morte già per tantissime persone. Nel mondo ci sono grandi lotte per l'acqua, in Palestina dietro il muro che sta costruendo Israele ci sono le sorgenti. Tra Egitto ed Etiopia c'è una grande tensione per le dighe del Nilo. Si rischiano guerre feroci per il bene più essenziale: l'acqua". E' l'allarme lanciato, in una intervista all'ANSA, da padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, tra i principali sostenitori 'dell'acqua bene pubblico e diritto universale', in occasione della 'Giornata Mondiale dell'Acqua' dell'Onu. La 'giornata dell'Onu' per padre Zanotelli "ha aiutato a porre l'acqua come tema centrale, grazie ad una presa di coscienza dal basso fondamentale".

Il missionario non nasconde che "la stessa Onu promuove il Consiglio Mondiale dell'Acqua che è in mano alle multinazionali e dovrà tirarsene fuori". Zanotelli non ha dubbi: "Le lotte dei poveri, come quella vinta a Cochabamba in Bolivia contro la multinazionale che aveva preso l'acqua, hanno fatto capire la sua importanza, così in Ecuador e in Uruguay dove è diventata un bene fondamentale". Una reazione a catena che, per il comboniano, "ha influenzato anche i paesi del nord del mondo dove il tema non sembrava così fondamentale. Capire che l'acqua è un diritto e non merce è stato un cammino difficile". "Abbiamo fatto passi avanti, - ribadisce - la Francia si sta scrollando di dosso la privatizzazione partendo da Parigi, Berlino ce l'ha fatta e in Italia si era vinto un referendum".

Ma sulla situazione a casa nostra padre Zanotelli non usa mezze misure: "Il quadro è gravissimo, se c'è una cosa chiara, è la Costituzione, per cui il popolo è sovrano e la sovranità si esprime con il referendum, che nel 2011 ha detto che l'acqua deve uscire dal mercato e che su di essa non si può fare profitto. Un risultato disatteso dalla politica". "Anche con il Governo Renzi e lo 'Sblocca Italia', - spiega - si porta l'acqua verso le nostre piccole grandi 'multinazionali' come A2A, Iren, Hera e Acea". Tra tante ombre, per Zanotelli, una luce arriva da Napoli "unica grande città che ha obbedito al referendum affidando l'acqua ad ABC (Acqua Bene Comune, azienda pubblica da pochi giorni a statuto speciale) che ha fatto un passo contro Caldoro che se vorrà privatizzare l'acqua in Campania, non potrà toccare quella di Napoli". Padre Zanotelli conclude rivolgendosi ai grandi della terra: "L'acqua è la madre di tutta la civiltà. Non si può toccare la madre e l'acqua è la madre di tutta la vita su questo pianeta. Come il monito della Genesi, guai a chi tocca Caino, guai a chi tocca l'acqua".

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