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Sprint Italia, conferma no a mais Ogm

Decreto tre ministri anticipa recepimento direttiva Ue

26 gennaio, 13:35
Ogm: decreto conferma no Italia a coltivazione mais Ogm: decreto conferma no Italia a coltivazione mais

Sprint dell'Italia sul divieto agli Ogm. A dieci giorni dalla decisione dell'Europarlamento con cui si lascia libera scelta a ciascun Paese se limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati (Ogm) sul proprio territorio e in attesa del via libera del Consiglio europeo e la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale Ue, i ministri della Salute, dell'Agricoltura e dell'Ambiente italiani con decreto hanno anticipato la direttiva Ue confermando il proprio 'no' al mais Monsanto Mon810, che è l'unica coltura alimentare consentita in Europa.

Il provvedimento dei ministri Beatrice Lorenzin, Maurizio Martina e Gian Luca Galletti, in realtà, proroga per 18 mesi il divieto del 12 luglio 2013, che era in scadenza, ed evita di incorrere nel giudizio della Corte europea. Ma evita anche, nel periodo di vuoto normativo, una possibile semina di organismi geneticamente modificati. Il decreto conferma quindi la battaglia per un'Italia 'Ogm free', una battaglia che ha origini lontane, cominciata quasi vent'anni fa, portata avanti non senza difficoltà, e vinta dai ministri dell'Agricoltura e dell'Ambiente durante il semestre di presidenza italiana dell'Unione europea in nome della tutela del made in Italy e della qualità dei nostri prodotti. Non una battaglia contro le multinazionali, ha ribadito di recente il ministro dell'Ambiente Galletti, ma a difesa delle produzioni agricole italiane, di indubbia qualità, e dell'ambiente, "caratterizzati da una immensa biodiversita'", e per la tutela della salute dei cittadini. Posizione su cui è concorde Nicodemo Oliverio, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera.

Plauso di Greenpeace per una ''decisione tempestiva, atto dovuto in difesa di ambiente, agricoltura e cittadini'', sottolinea Federica Ferrario, responsabile della campagna Agricoltura sostenibile dell'associazione ambientalista. La conferma del divieto di coltivare Ogm "come chiedono quasi otto italiani su dieci - ricorda il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo - è un ottimo biglietto da visita per il Made in Italy alimentare in vista dell'Expo". Gli ogm, spiega infatti, "perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy". Secondo una analisi della Coldiretti "nell'Unione Europea, nonostante l'azione delle lobbie che producono Ogm, nel 2013 sono rimasti solo cinque, su ventotto, i paesi a coltivare Ogm (Spagna, Portogallo, Repubblica Ceca, Slovacchia e Romania), con appena 148mila ettari di mais transgenico MON810 piantati nel 2013, la quasi totalità in Spagna (136.962 ettari)".

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