Cattedrale di San Giustino

Chieti - Edificio di culto

Tralasciando le ipotesi di un'origine paleocristiana, l'edificio dovrebbe risalire al 1069, edificato su volontà del vescovo Attone I, ma comincia ad assumere le fattezze odierne a cavallo del Seicento. Tra il 1769 e il 1881, l'interno della Chiesa assume il suo carattere tardo barocco. Tra gli anni 1920 e 1936, viene realizzata da Guido Cirilli la nuova facciata e il fianco. Pur nei rimaneggiamenti, la Cattedrale continua a rispettare la pianta basilicale a tre navate divise da pilastri, dotata di transetto in pianta, presbiterio sopraelevato (sotto al quale si apre la cripta) e tre absidi al termine delle navate. Le navate laterali sono coperte a calotta, quella centrale, ampia secondo la tipologia romanica, è scandita da vigorosi pilastri quadrangolari a zoccolatura marmorea che sorreggono una volta a botte lunettata, decorata da episodi della Vita della Vergine Maria e di San Giustino. Nel transetto sono ricavati due altari fastosamente decorati, mentre due cappelle si aprono nelle absidi. Sul transetto svetta l'imponente cupola circolare, all'interno della quale si trovano otto lucernari. Il profondo presbiterio, che ospita il coro, lo scranno dell'arcivescovo, il monumentale altare maggiore e il piccolo ma raffinato altare postconciliare, è coperto da una calotta semisferica.



Via Domenico Ciampoli, 1, Chieti

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