Zaia,allarme ricoveri area non critica

Veneto punta a rimane in fascia gialla, 3.753 positivi in 24 ore

(ANSA) - VENEZIA, 19 NOV - "Ci preoccupa il numero dei ricoveri in area non critica, è la vera pressione sui nostri ospedali": Lo ammette oggi il Presidente del Veneto Luca Zaia presentano i dati delle ultime 24 ore. L'attenzione è concentrata sulle cifre dei positivi, 3.753 in più, elemento che porta il totale dei casi a 112.691. I veneti attualmente positivi sono 66.582.
    Eppure il Governatore è ottimista e dice di sperare che la regione rimanga in area gialla, confidando sugli indicatori che farebbero ritenere che non ci sia una 'retrocessione'. "Sono giorni cruciali per i numeri - chiarisce - perchè poi domani sera arriva la sentenza". Semmai chiede che si faccia finalmente chiarezza sulle percentuali di attendibilità dei test e si smorzino le polemiche che investono quelli rapidi. "Se il tampone rapido deve retrocedere di categoria ce lo devono dire - dichiara -.Chiederemo al Comitato tecnico scientifico di chiarire la questione, perchè non si tratta del problema di un ospedale o di una regione".
    Zaia usa parole caute quando gli viene chiesto dei cenoni di Natale. "Per sapere come lo trascorreremo, che libertà possiamo avere - replica alla domanda di un giornalista - ci vorrebbe la sfera della verità". Anche sulle vacanze invernali sulla neve tira decisamente il freno a mano. "Tifiamo perchè venga la neve e tanta, che si possa tornare alla normalità - chiarisce . Però da qui alla normalità c'è di mezzo il buon senso". Di firmare una cambiale in bianco sull'apertura degli impianti di risalita il 14 dicembre per ora non se la sente. "Vedremo di capire, giorno dopo giorno, quale sarà l'evoluzione - sottolinea -.
    Sappiamo che non durerà molto questa fase di ascesa dei casi, poi ci sarà una stabilizzazione e poi ancora si inizia a scendere. Se guardiamo alla Francia, che ci ha preceduto di un po' di giorni, ha già iniziato la fase decrescente - conclude -.Ci sono regioni d'Italia che come noi, qualche timido segnale lo danno". Sul come uscirne, sull'esempio di quanto si sta attuando fuori dai confini nazionali, ha una idea chiara Andrea Crisanti, Ordinario di Microbiologia e Microbiologia Clinica all'Università di Padova, intervenuto al primo panel del Festival del Futuro di Verona. "Vi sono due approcci - sostiene - per uscire dalla pandemia. Uno più tradizionale, di contrasto delle catene di trasmissione sul campo, e diversi stati ne sono usciti con successo, come la Cina ma anche il Vietnam e Taiwan, la Nuova Zelanda e l'Australia. Hanno combinato il distanziamento sociale con misure estremamente incisive per bloccare la trasmissione sul territorio. Poi la tracciabilità e l'utilizzo dei tamponi per tracciare gli asintomatici, che purtroppo - constata - non abbiamo fatto in Italia". (ANSA).
   

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