L'Italia con Luna Rossa, la forza di una storia

XXXVI America’s Cup, è arrivato il momento del Grande Match

Responsabilità editoriale Saily.it

ECCO GLI SCENARI POSSIBILI – Luna Rossa Prada Pirelli contro Emirates Team New Zealand, storie ventennali a confronto sulle barche volanti. Grandi velisti alle prese con le barche a vela del futuro. E’ la Coppa America più visionaria e innovativa, alla vigilia presenta esito incerto e fiato sospeso. Ma cosa scopriremo all’alba del 10 marzo? I duelli umani e tecnologici. Le sorprese possibili. Il calendario - DIRETTE SU RAI 2 E SKY SPORT – TUTTE LE REGATE LIVE NELLO SPECIALE DI SAILY

 

Adesso basta. Le parole sono finite, il vento scandirà i minuti, le ore e i giorni. Dall’aurora di mercoledi 10 marzo a un’alba tra quattro e sette giorni dopo, si compirà il rito che si ripete da circa 170 anni: una sfida e una difesa con in palio il trofeo sportivo più antico della vela e della storia. Anche se oggi le barche volano e i velisti anziché indossare blazer e pantaloni bianchi hanno i caschi e i respiratori di emergenza, questa resta sempre l’America’s Cup, diversa e uguale, ossessione infinita, illusione e conquista.

Per arrivare a oggi qualcuno è partito 21 anni fa, qualcun altro da “soli” quattro anni, si è lavorato con precisione, programmazione, scienza e fantasia, una fetta di vita devota al Sacro Graal dello yachting. E allora, cosa puo’ succedere davvero in questo Match? Visto che ha portato bene “giocare” con gli scenari possibili prima della Finale di Prada Cup tra Luna Rossa e Ineos, ripetiamo l’esercizio.

In estrema sintesi: la Coppa America rientrerà nella teca trasparente del salone centrale del Royal New Zealand Yacht Squadron di Auckland, difesa con successo dagli All Blacks della vela; oppure la stessa incredibile brocca argentea (ma cosa ci avrà messo dentro il gioielliere Garrard, per renderla così desiderabile?) prenderà un aereo e atterrerà in Mediterraneo, sullo stivale del Belpaese, l’Italia che la celebrerà come solo un popolo di navigatori sa fare. Non c’è una terza strada. Solo modalità diverse, più o meno tortuose, per arrivare a uno dei due finali. Nuova Zelanda o Italia.

SCENARIO 1 – Nonostante tutti i dubbi, le polemiche striscianti, le provocazioni della vigilia, dai primi incroci tra Luna Rossa e Te Rehutai apparirà chiaro che una delle due barche è più veloce. Non di poco. Uno scarto decisivo. L’equipaggio della barca più veloce, appena ne sarà consapevole, saprà come comportarsi. Evitare incontri ravvicinati, rischi di penalità, partenze combattute, stare alla larga, gestire i salti di vento ma sempre contando su quello spunto chiave. Potrebbero essere regate persino noiose, tra le 4 e le 6 del mattino che schiarisce idee appannate. In assenza di fatti eclatanti, avarie, erroracci, saltoni di vento, bonacce traditrici, il più veloce se ne andrà e comincerà a fare punti: uno, due, tre, quattro… Si vince a sette, fate voi. Il più debole ha solo una possibilità, lottare e combattere, aggressività allo start, corpo a corpo, marcamenti asfissianti, manovre al limite, strappare almeno un punto e sperare. Bisognerà vedere cosa di tutto ciò consentirà madre natura: vento, onde, correnti. Ma in questo scenario, il destino sarà segnato, e si compirà a breve: quattro giorni, massimo cinque.

SCENARIO 2 – Si scopre che tra le barche c’è poca distanza di prestazioni. Magari una meglio di bolina e l’altra di poppa. Nell’equilibrio diventa determinante la capacità di colpire al momento giusto e sul punto debole dell’avversario. Una volta per uno. Cominciano i pareggi: 1-1 il primo giorno, il segnale del Match aperto, lo scenario temuto dai kiwi, potenzialmente in grado di destabilizzarli e sbriciolare la corazza esibita. Messi allo specchio, senza un vincitore annunciato, italiani e kiwi giocherebbero con quello che hanno. Il defender Emirates Team New Zealand con la barca già nel futuro (forse troppo?), con i suoi velisti d’oro Peter Burling e Blair Tuke, con l’essenzialità rocciosa di Grant Dalton, con la piccola nazione in mezzo al Pacifico a vivere per loro. Il Challenger of record Luna Rossa Prada Pirelli col suo doppio timoniere a sorpresa Checco-Jimmy gemelli diversissimi, più la glacialità bollente di Pietro Sibello, con la sua barca da Grande Bellezza, col suo team enorme di tutti per uno. Puo’ essere una bellissima finale, 4-3, 5-5, 6-4, tante regate, su e giù. Per bravure reciproche, per colpi di scena. Tutto puo’ succedere, non bastano cinque giorni, entrano in gioco nervosismo, stanchezza, capacità di gestire lo stress, equilibrio, panchina lunga. E’ lo scenario che puo’ augurarsi Luna Rossa? Se i kiwi si aspettano di vincere facile, si.

SCENARIO 3 – L’imponderabile. L’evento che sposta i pesi sulla bilancia. Una scuffia, un rinvio, una botta di vento, un contenzioso pesante all’Arbitration Panel, il cambio obbligato di un top-player per uno dei due team… Non la stiamo tirando a nessuno, è una regata, siamo per mare e in mare puo’ succedere di tutto, Alex Thomson docet. Siamo in Coppa e puo’ succedere di tutto anche a terra. Poi non succederà niente di eclatante, e vivremo la finale noiosamente trionfale (per chi vince) dello scenario 1, o quella emozionante dello scenario 2. Ma in questo terzo caso, l’imponderabile puo’ causare uno stravolgimento in grado di portare alla vittoria uno o l’altro team. Il precedente dice proprio Italia-Nuova Zelanda, San Diego 1992, finale Louis Vuitton Cup: kiwi avanti e apparentemente imprendibili. Il Moro di Venezia apre la querelle sul bompresso vietato e New Zealand si scioglie come neve al sole. Rimonta e vittoria. Non stiamo neanche evocando ricorsi legali: il Protocollo è abbastanza blindato da scongiurarli. Si fa per giocare. Per combattere l’ansia, anche.

ELEMENTI DI FORZA – Quelli che possono segnare un gol in ogni momento e decidere la partita. Li hanno entrambi, defender e challenger. I primi hanno casa loro, il loro mare e i loro venti, il paese dietro e una cultura dell’avanzamento tecnologico applicato alla vela. Hanno anche alcuni velisti fuoriclasse olimpici (che abbiamo già visto però essere altra cosa rispetto alla Coppa). Hanno dei foil a T fini fini e una barca che quando corre nitrisce e sembra un destriero, forse una randa con più superficie in basso. Forse i due elementi chiave di ETNZ sono la barca e la conoscenza del campo di regata da parte della coppia Burling & Tuke: insieme le due cose possono essere un mix micidiale.

I secondi possono rispondere con una parola: solidità. La Luna 2021 è molto più che una barca, e il team è più che una squadra, è una legione monolitica che si muove all’unisono spinta da motivazioni interiori e da una sorta di pace col destino. C’è in LRPP una diffusa sensazione di forza intrinseca, ogni tassello, ogni cellula del monolite è fondamentale e tutte se lo riconoscono. Si parla poco, l’aspetto più incredibile di questa vigilia è stato il silenzio degli italiani davanti al vociare degli altri. Poi certo gli elementi di forza italiani sono le partenze e il vento leggero, cose che in una serie di parecchie regate si possono incontrare spesso, e il grande controllo, la stabilità nelle manovre, altro ingrediente che nei match tra i boundaries è assai frequente.

ELEMENTI DI DEBOLEZZA – Non c’è il team perfetto, tutti hanno debolezze più o meno visibili. ETNZ ha il limite di non aver regatato da tre mesi (se non contro i gommoni del proprio team), letargo dal quale ci si puo’ risvegliare intorpiditi. E poi la fantasmagorica Te Rehutai, sarà anche velocissima, ma ha mostrato anche un carattere nervosetto, non proprio un pony docile docile. Infine la questione del trasferimento da un bordo all’altro che deve farsi ogni volta la coppia Burling & Tuke a ogni cambio di mura.

Anche Luna Rossa ha qualche tallone d’Achille. In alcune regate è parsa più lenta di poppa. Il vento forte non spaventa ma non è il terreno prediletto. Ci sono stati degli errori di tattica durante le World Series e nel primo Round Robin. Nessuno è perfetto, come detto.

COMANDANTI IN CAPO – Chi comanda davvero ETNZ e LRPP? Risposta facile per Luna Rossa, che ha Patrizio Bertelli, un leader carismatico tornato presentissimo pur a distanza intercontinentale, decine di telefonate al giorno a mezzo team, interventi alle press conference e sempre parlando in Italiano, concetti che hanno le stesse linee filanti e libere di Luna Rossa. I neozelandesi hanno un capo sul campo con le stellette di Grant Dalton, più sergente di ferro che generale, motivatore e strigliatore, stratega su più tavoli. Ma hanno anche altri vertici, a partire da Matteo De Nora, l’uomo ombra delle ultime sfide e della difesa, miliardario multinazionale (USA, Svizzera, Italia) che ha aiutato il team kiwi a vivere, e che ha una visione lunga di questo gioco, tanto che in passato ebbe a dire due frasi premonitrici: “Francesco Bruni è un talento, se venisse con noi raggiungerebbe il top”, e “In Italia ci vorrebbe un team che duri nel tempo, noi siamo gli stessi da tanti anni”. Adesso si ritrova contro proprio il talento di Checco e una squadra iper collaudata…

Anche Sir Stephen Tindall (qualifica di Chairman di ETNZ, presidente) è un miliardario filantropo che finanzia il team, affiancato da Bob Field, sponsor e mentore in sette campagne di Coppa.

DOVE E COME GUARDARE LE REGATE? – Restano le due dirette italiane: Rai 2 con Giulio Guazzini, Edoardo Bianchi, Ruggero Tita, Francesco De Angelis, Paolo Cori, e altri eventuali ospiti. La tv pubblica è soddisfatta dei risultati di share e spettatori fino a oggi, al punto che su Rai 2 ha aperto un nuovo spazio dedicato alla Coppa America e alla vela, nel tardo pomeriggio dopo le 18:30. La vela colonizza le tv. Anche Sky Sport conferma la squadra con Guido Meda, Roberto Ferrarese, Flavia Tartaglini, Giovanni Bruno, e ogni tanto interventi dall’esterno. Oltre al Canale 205 che fa vela 24 ore al giorno. Se ne vede tanta. Chissà cosa potrebbe succedere se…

LA DIRETTA UFFICIALE IN INGLESE, SU SAILY QUANDO VUOI – C’è anche il segnale della produzione neozelandese, con Ken Read, Nathan Outteridge, Shirley Robertson e Paul Goodison, un americano, un australiano e due inglesi, commento molto asciutto ed essenziale ma dritto allo scopo, interventi sulla meteo dal campo di regata, commenti da tre medaglie d’oro. Questo segnale è quello che potrete vedere su Saily nella pagina delle dirette LIVE della Coppa, segnalate anche sui social.

Svegliarsi alle 3:30, bere un caffè e fare giorno in regata. O svegliarsi alle 7 a regate appena finite, rivederle (stando attendi a evitare lo spoiler) e restare più freschi durante la giornata? Il popolo della vela italiana si divide, con una prevalenza per la stoica nottata da tifosi.

DAY AFTER – Di sicuro, la mattina e il giorno seguenti alla regata, su Saily troverete ampi resoconti, le press conference, gallery foto e molti video, oltre a nuove puntate dei format TV, Coppa 36 e Il Processo alla Regata, con tanti ospiti. Insieme continueremo a parlare di Coppa, ci vediamo su Saily!

DATE – Al momento previste due regate al giorno mercoledi 10, venerdi 12, sabato 13, domenica 14, e una lunedi 15. Se non bastano 9 regate, si va avanti ogni giorno seguente meteo permettendo. Le previsioni per il Day 1 danno vento sui 15 nodi, venerdi e sabato previste arie più leggere. Ma siamo in mezzo al Pacifico e le previsioni valgono poco.

 

VIDEO DELLA PRESS CONFERENCE PRE-COPPA

 

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