Defender e Luna Rossa, volano parole grosse

36 America's Cup, scintille tra Emirates Team New Zealand e gli sfidanti

Responsabilità editoriale Saily.it

LITIGANO SUI CAMPI DI REGATA, L'ARBITRATION PANEL DA RAGIONE AGLI SFIDANTI - Il defender si dice "indignato" per la decisione dell'Arbitration Panel, che ha accolto l'istanza di Luna Rossa sui campi di regata. Il Challenger of Record risponde: c'è il Protocollo, è questione di correttezza. Gli sfidanti sono con Luna Rossa. I kiwi volevano tenere riservati due campi di gara solo per il Match di finale, vietandoli alla Prada Cup tra sfidanti. I dettagli e i documenti

 

di Fabio Colivicchi

Dopo le schermaglie di qualche mese fa sui limiti massimi di vento, scoppia il caso dei campi di regata: l'ambiente dell'America's Cup si surriscalda a due mesi dai primi scontri in acqua tra i mostri volanti AC75, tre su quattro già varati con la seconda generazione di scafi. Ancora non hanno incrociato i foil in mare, ma già se le danno di santa ragione su questioni apparentemente secondarie, alle quali invece le parti assegnano importanza capitale e con visioni contrapposte. Cosa succede?

La mini-tempesta sui campi di regata nasce da un comunicato molto piccato dei kiwi, che si dicono "indignati" dalla decisione dell'Arbitration Panel che ha accolto una istanza di Luna Rossa Prada Pirelli Team e ha vietato l'uso di due dei sei campi di regata progettati tra Waitemata Harbour e il golfo di Hauraki. I neozelandesi dicono che la decisione priverà il pubblico della visione più spettacolare su due campi di gara più vicini a terra e alla città di Auckland. "Questa decisione ha notevoli e negative ripercussioni sull'accessibilità dell'evento per il pubblico di Auckland e della Nuova Zelanda, sulla sicurezza dell'evento e sull'affidabilità della corsa. Sono tutti elementi fondamentali per Emirates Team New Zealand da quando abbiamo vinto l'America's Cup nel 2017", tuonano i kiwi.

Parole pesanti, specie considerando che si riferiscono a una decisione del Pannello di Arbitri super partes, nominato di comune accordo e sulle cui decisioni si puo' solo convergere. La rabbia dei neozelandesi nel comunicato si spinge a cercare soluzioni improbabili: "Emirates Team New Zealand sta ora valutando se ci sono opzioni disponibili per rimediare a questa incredibile decisione."

LA VERA STORIA - Ma qual è la vera storia? E perchè Luna Rossa - con l'appoggio degli altri due sfidanti American Magic e Ineos UK - ha fatto ricorso all'Arbitration Panel? E' una vicenda molto tipica da Coppa America, di quelle cosucce apparentemente secondarie, piccoli o grandi vantaggi che da sempre il detentore del trofeo non puo' fare a meno di utilizzare.

E' successo che tra i 6 campi di regata disegnati sul mare di Auckland, i neozelandesi avevano fatto passare la scelta di disputare le regate del match di finale (quello per la XXXVI America's Cup, quindi tra la loro barca e quella della vincente della Prada Cup tra sfidanti), sui due campi più vicini alla città: B e C. Fin qui poco male, ma il problema sta nel fatto che lo stesso defender, senza avvisare gli sfidanti, aveva poi vietato l'utilizzo di questi due campi di regata durante la Prada Cup tra i tre sfidanti.

Capito l'inghippo? I kiwi avrebbero voluto che gli sfidanti regatassero su altri campi di regata, mentre loro avrebbero continuato ad allenarsi su quelli scelti per il Match finale. Non proprio un comportamento "fair". Da qui l'azione di Luna Rossa e la decisione dei giudici dell'AP.

IL COMUNICATO DI LUNA ROSSA - Dopo l'arrabbiato comunicato di ETNZ, Luna Rossa ha risposto con un contro-comunicato di meraviglia e di "disappunto": "prendiamo atto del comunicato di ETNZ, teniamo a precisare alcuni punti fondamentali che spiegano perché l’Arbitration Panel ha preso questa decisione. La coppa America è governata da un regolamento accettato da tutti i Challenger e dal Defender: il Protocollo, che garantisce l’equità sportiva dell’evento. Una norma fondamentale del Protocollo, l’art. 3.1, prevede specificamente che “tutte le regate di selezione dei Challenger devono svolgersi sullo stesso campo di regata del Match Finale. Ai primi di settembre il Challenger of Record ha scoperto, senza essere stato preventivamente coinvolto né informato dal Defender, che le eliminatorie e le semi-finali delle regate di selezione dei challenger – la Prada Cup – non potevano essere disputate sui campi di regata B e C, designati dal Defender per il Match Finale. Una situazione che il Defender aveva tenuta nascosta sin dalla fine di gennaio / primi di febbraio. Venuto a conoscenza della situazione, il Challenger of Record COR 36, supportato da tutti i Challenger, ha quindi chiesto che venisse imposto il rispetto di questa norma. La decisione dell’Arbitration Panel è stata volta a restituire l’equità sportiva e ha decretato che o i campi B e C potevano essere utilizzati per tutte le regate della Prada Cup, oppure non potevano essere mai utilizzati.

Gli attacchi di Emirates Team New Zealand sono volti unicamente a screditare il team Luna Rossa Prada Pirelli con pretesti populisti che tendono a mascherare un comportamento volto ad acquisire un ingiusto vantaggio nei confronti dei Challenger che, vogliamo ripeterlo, hanno unanimemente appoggiato con un loro ricorso indipendente il ricorso presentato da COR 36."

I LINK UTILI

Decisione dell’ Arbitration Panel – CASE NO. ACAP36/12: https://bit.ly/3dMpyfy

Il Protocollo della 36^America’s Cup: https://bit.ly/3mbUbOA

IL COMUNICATO INTEGRALE DI EMIRATES TEAM NEW ZEALAND - Emirates Team New Zealand è indignato per il fatto che, dopo tre anni di pianificazione di un evento in uno "stadio della vela", il Challenger of Record Luna Rossa abbia condotto una campagna attraverso il pannello arbitrale che ha distrutto uno dei vantaggi più entusiasmanti dell'evento dell'America's Cup per le persone di Auckland e visitatori da tutta la Nuova Zelanda.

L'America's Cup Arbitration Panel ha emesso una sentenza durante la notte che annulla di fatto l'uso dei campi di gara dello stadio del porto interno per tutte le gare della Prada Cup e dell'America's Cup Match.

Questa decisione ha notevoli e negative ripercussioni sull'accessibilità dell'evento per il pubblico di Auckland e della Nuova Zelanda, sulla sicurezza dell'evento e sull'affidabilità della corsa. Sono tutti elementi fondamentali per Emirates Team New Zealand da quando abbiamo vinto l'America's Cup nel 2017.

Le immagini con Auckland City come sfondo durante le gare sono sempre state una parte fondamentale della presentazione di Auckland e della Nuova Zelanda al mondo in un evento con un pubblico globale significativo e un altro motivo per i progetti originali del campo di regata.

"Francamente siamo indignati per questa decisione, è andata contro tutto ciò che abbiamo cercato di ottenere negli ultimi tre anni, senza considerare l'effetto che ha sul pubblico della Nuova Zelanda e della città di Auckland". Ha detto il CEO Grant Dalton.

Emirates Team New Zealand sta ora valutando se ci sono opzioni disponibili per rimediare a questa incredibile decisione.

emirates-team-new-zealand.americascup.com/

E ADESSO? - Adesso abbiamo capito che c'è nervosismo tra le basi. Vari, allestimenti, uscite di allenamento, spionaggio, ritardi, Covid e quarantene, barche ancora tutte da scoprire, con incognite e rischi. E' una Coppa ad alta tensione a due mesi dalle prime regate (l'unica America's Cup World Series di questo infausto 2020), e se è comprensibile la delusione kiwi per perdere lo spettacolo che pregustavano delle regate davanti alla città, d'altra parte gli stessi dovrebbero chiedersi perchè non hanno resistito alla tentazione di fare uno "sgambetto" agli sfidanti. I campi di regata o sono per tutti o per nessuno: così hanno sentenziato gli arbitri.

L'unico modo sportivo per uscire dall'impasse e ridare serenità (si fa per dire) all'ambientino della Coppa, puo' essere l'accordo per riaprire i campi B e C anche alle regate della Prada Cup (poi giorno per giorno il Comitato in base alla meteo sceglie una delle sei aree di gara). Lo faranno?

Responsabilità editoriale di Saily.it