Solitaire du Figaro, pazzesca terza tappa!

Alberto Bona, diario su Facebook. E manca ancora l'ultima tappa...

Responsabilità editoriale Saily.it

Solitaire du Figaro, il podio di una tappa di antologia: passaggi rasenti agli scogli, correnti a 10 nodi, sorprese a non finire, colpi di scena. Che questa fosse una edizione storica e particolare della celebre regata a tappe in solitario tra Bretagna e Canale della Manica, era già ben noto. Ma la terza tappa è andata oltre le attese, una tappa di follie e muscoli, poco meno di tre giorni di battaglia tra marinai ed elementi. Ecco il podio e due video - SU SAILY TV IN ARRIVO L'ANALISI TECNICA CON TRACKING E IMMAGINI ESCLUSIVE

 

di Christophe Julliand

 

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Anthony Marchand (Groupe Royer-Secours Populaire) ha vinto la terza tappa della Solitaire Urgo-Le Figaro questa mattina alle 9.45 dopo due giorni, 19 ore, 18 minuti e 36 secondi di una regata assolutamente pazzesca, sulla quale torneremo in dettaglio nei prossimi giorni.

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Il secondo, Gildas Mahé (Breizh Cola- Equithé), ha tagliato la linea d'arrivo a Roscoff nella baia di Morlaix 6 minuti dopo Marchand, il terzo Alexis Loison (Région Normandie) 38 minuti dopo.

Che questi tre skipper dovessero salire sul podio è risultato chiaro abbastanza presto nel corso della regata. Dopo circa 24 ore di regata, in effetti, questi tre sono stati gli unici ad aver potuto passare il passaggio chiave dell'isola di Aurigny, mentre tutti gli altri concorrenti sono stati fermati per ore dalla corrente di marea provocando distacchi abissali (salito oltre le 50 miglia).

VIDEO PASSAGGIO A AURIGNY

L'ordine finale di arrivo invece si è deciso nelle ultime ore. All'alba questa mattina, quando i leader hanno girato l'isola di Ouessant prima di risalire verso il traguardo, le tre barche navigavano ancora a poche lunghezze l'una dall'altra (vedi foto al passaggio del faro della Jument a Ouessant)

VIDEO PASSAGGIO A OUESSANT

Poco dopo Alexis Loison che aveva preso il comando sin dalla prima notte ha ceduto la leadership.

E ADESSO LA QUARTA TAPPA SARA' DECISIVA E SPETTACOLARE - Le 410 miglia di questa tappa caratterizzata da venti spesso deboli e molto instabili ribaltano la classifica generale dominata fin qui da Yoann Richomme come vi avevamo raccontato in questo articolo (LINK http://www.saily.it/it/news/solitaire-du-figaro-fine-del-primo-tempo). Una classifica però ancora impossibile da stabilire dato che, al momento di pubblicare questo post, devono ancora arrivare Richomme stesso e gli altri concorrenti ancora in gara (diversi ritiri da segnalare). Uno scenario che promette una quarta e ultima tappa decisiva.

ALBERTO BONA, TRA ARMEL LE CLEAC'H E JUSTINE METTRAUX - Per quanto riguarda il nostro Alberto Bona (Sebago ITA 51), è riuscito di nuovo nella seconda parte di una regata che non ha risparmiato nessuno, a tornare da una situazione critica e sta lottando per conservare il 38mo posto dietro ad Armel Le Cleac'h e davanti a Justine Mettraux.

Ed ecco il suo commento su FB all'arrivo di questa tappa massacrante. 

“Vediamo se riesco a mettere un piede davanti all'altro.

È stata un po' lunga, non ricordo tutto. All'inizio ero un po' preoccupato. Ricordo che abbiamo fatto cose in mezzo agli scogli che, per noi che veniamo dal Mediterraneo non esistono, non sono normali. Ma è stato bello, eravamo con sei o sette barche in un canale vicino agli scogli, era abbastanza sportivo, non l'avevo mai fatto, s'impara sempre qualcosa.

Serge: sei consapevole che stai partecipando al tua prima Solitaire Urgo-Le Figaro e che ci sono marinai qui che vi partecipano da anni e non hanno mai visto una tappa come questa?

So che ci sono grandi distacchi, che c'è stata tanta redistribuzione, ma non ho seguito tutto. Ho fatto la mia prima immersione, pensavo che fosse qualcosa che non avrei mai fatto, buttarsi in acqua, andare sotto la barca, ma arriva il momento in cui lo devi fare, così l'ho fatto. E' stato un piccolo battesimo anche questo, dopo diventa normale. Abbiamo dovuto immergerci per rimuovere le alghe imprigionate nella chiglia, ne abbiamo avuto tutto il tempo, è molto stancante, ma è così fa parte del gioco.

Serge: specialmente alla fine della terza tappa quando la stanchezza si accumula, eppure non hai perso il tuo sorriso.

Per tornare a questa tappa, penso che ci voleva un po' di ''réussite'', come si dice qui per non dire fortuna. Non l'abbiamo avuta, ma non importa, siamo qui per imparare”.

Un italiano al Figaro - Classe Figaro 2019

 

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