Valle d'Aosta

Carrel, agire ora per preparare stagione invernale

Bertschy, piani attuazione pronti e già testati

"E' necessario dare una mano alla montagna, senza aspettare. Se dobbiamo procedere con investimenti, formazione, nuove assunzioni, non possiamo agire a ridosso dell'inizio dell'inverno. In questo periodo, bisogna capire i problemi dello sci estivo per non ripeterli in inverno.
    Ribadisco: non possiamo permetterci di arrivare a settembre senza sapere cosa succederà a ottobre. Dobbiamo tutelare gli interessi della comunità nel turismo invernale". Lo ha detto Marco Carrel (Pour l'Autonomie) che ha presentato un'interpellanza sull'attuazione delle linee guida per la riapertura degli impianti a fune.
    "Occorre continuare a tenere alta l'attenzione su settori come lo sci e l'economia della montagna - ha aggiunto l'assessore Luigi Bertschy - che sono fondamentali per la Valle d'Aosta.
    Bisogna avere chiaro quanto fare nell'immediato futuro, tenuto conto del fatto che l'organizzazione attuale va migliorata: la situazione evolve in continuazione e coglieremo tutte le occasioni per rappresentare al Governo nazionale, in particolare al Ministro Garavaglia, la situazione della nostra Regione, portando avanti nel contempo un confronto con tutte le Regioni di montagna".
    Poi ha aggiunto: "I piani di attuazione sono stati elaborati e già testati. L'impegno si sta concentrando nell'elaborare delle regole che siano contestualizzate alla realtà locale e ben attinenti al contesto degli impianti a fune: ad esempio, riguardo alla capienza in base al contagio, non possiamo permetterci di farci nuovamente uniformare al trasporto pubblico locale. Lavoriamo su due livelli: il primo è quello politico, e in questo senso occorre agire con le altre Regioni per avere un protocollo differente, non legato ai colori ma concretamente mirato ad una gestione ottimale della prossima stagione invernale; il secondo è quello tecnico, per modificare ulteriormente le regole, che attualmente si basano sul sistema della valutazione della possibilità massima di accoglienza degli sciatori nei comprensori con due punti fermi, arroccamento e riciclo, che danno il numero massimo consentito. Ma bisogna contestualizzare questi principi alla stagione invernale".
   

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