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COVID, il punto in Valle d'Aosta

Lavevaz, la vaccinazione è un dovere civico

"Non abbassare la guardia, anzi". Il presidente della Regione Valle d'Aosta, Erik Lavevaz, rinnova l'appello ai cittadini in questa delicata fase per la diffusione della pandemia. "Il ritorno in zona gialla - spiega - è segno della pressione costante sull'ospedale Parini. L'attenzione deve essere altissima, i piccoli numeri della Valle d'Aosta possono portare a cambiamenti di colore". La zona arancione, in sintesi, è dietro l'angolo. Con tutte le conseguenze per i cittadini.
    Lavevaz ha poi ribadito che "la grande maggioranza dei ricoverati è composta da pazienti non vaccinati, la vaccinazione è un dovere civico, è prendersi cura di chi si ha intorno. Con questa situazione va in difficoltà anche chi deve ricorrere a cure ospedaliere che non riguardano il virus". Il bollettino quotidiano segnala un morto e 622 nuovi positivi nelle ultime 24 ore in Valle d'Aosta. Le guarigioni sono state 248. Il numero di attuali contagiati sale a 5.541, di cui 56 ricoverati all'ospedale Parini (cinque in terapia intensiva).
    Sul fronte scolastico dieci classi di scuola primaria sono in sorveglianza sanitaria e due classi di scuola media sono in auto-sorveglianza in quanto è stato segnalato un caso di positività. Inoltre due sezioni di scuola dell'infanzia e tre classi di scuola primaria sono state poste in quarantena e una classe di scuola media sta svolgendo la didattica digitale integrata in quanto sono stati segnalati due casi di positività nella classe. In base a una rilevazione effettuata dalla Sovraintendenza agli studi il 10 gennaio, il 5,8% degli studenti in Valle d'Aosta risulta in didattica a distanza o in didattica digitale integrata. Per ciò che riguarda il personale docente, il 2,9% è sospeso in relazione all'obbligo vaccinale Covid-19, il 6,2% è assente per quarantena o isolamento Covid-19 e il 6,7% è assente per altri motivi (come aspettativa e malattia). "Lo sforzo per mantenere le scuole aperte - sottolinea l'assessore Luciano Caveri - è corale e deriva dalla consapevolezza che passare tutti in Dad sarebbe una scelta in questa fase contraria ad una politica che in Valle d'Aosta è stata perseguita con convinzione a beneficio degli studenti". 

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